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Attualità e Politica

09/05/2023 | 15:07

Giochi, manifestazione No Slot a Torino. Pucci (presidente As.tro): "La legge 2021 non ha liberalizzato il settore. Con la norma precedente persi 2mila posti di lavoro"

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Giochi manifestazione No Slot a Torino Pucci (presidente As.tro): La legge 2021 non ha liberalizzato il settore. Con la norma precedente persi 2mila posti di lavoro

ROMA - “La legge del 2021 non ha affatto liberalizzato il settore, ma solamente eliminato la retroattività prevista dalla precedente norma del 2016, per effetto della quale sono state chiuse migliaia di attività già insediate nel territorio sulla base di regolari autorizzazioni (che, paradossalmente, sarebbero tuttora efficaci per l’ordinamento statale) e sono andati persi 2mila posti di lavoro, secondo le stime della CGIA Mestre”. Lo ha dichiarato Massimiliano Pucci, presidente As.tro e vice presidente Confindustria Sit, commentando la notizia della manifestazione di questa mattina delle associazioni No Slot davanti alla sede della Regione Piemonte. “L’aumento del 10% del numero di slot rilevate in Piemonte nel 2021 – continua - può essere in gran parte ricondotto all’esercizio della facoltà di reinstallazione degli apparecchi, che a partire dal 1° gennaio 2022 non è più consentita. Infatti la legge 19/2021 aveva aperto una finestra temporale di cinque mesi - dalla sua entrata in vigore, il 15 luglio 2021, al 31 dicembre dello stesso anno - entro la quale i titolari degli esercizi che avevano dismesso gli apparecchi per effetto della legge 9/2016 potevano chiedere la reinstallazione dei medesimi, in numero non superiore a quelli detenuti prima della disinstallazione. Da questa clausola di salvaguardia venivano comunque esclusi gli esercizi generalisti, come ad esempio i bar, ma non le tabaccherie". Pucci ha dichiarato di non comprendere la posizione del PD “che vorrebbe tornare ad una legge regionale proibizionista ma, non volendo prendere un’esplicita posizione nei confronti del gioco, intende attuarla direttamente nei fatti. Ciò provocherà inevitabilmente la morte per consunzione delle imprese che, per conto dello Stato, sono autorizzate ad esercitare l’offerta di gioco, senza prendere in alcuna considerazione le conseguenze di questa scelta sulla salvaguardia della legalità”.

NT/Agipro

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