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Ultimo aggiornamento il 29/05/2024 alle ore 20:32

Attualità e Politica

01/02/2024 | 12:40

Gioco illegale: tra 20 e 25 miliardi l’anno sottratti ai controlli, due terzi “girano” online su siti pirata

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Gioco illegale 20 25 miliardi anno sottratti controlli due terzi online siti pirata

ROMA – Undici soggetti sono stati sottoposti a un’ordinanza di custodia cautelare per i reati di associazione a delinquere ed esercizio abusivo di giochi e scommesse. È questo il risultato di una vasta operazione della Guardia di Finanza di Napoli che ha tratto origine dal sequestro di un locale nel comune di Marano di Napoli, dalla quale è emersa l’esistenza di un’associazione criminale transnazionale dedita sia alla raccolta di scommesse online che alla collocazione sul territorio di apparecchi di gioco non conformi o manomessi, o scollegati dalla rete Adm.

Si tratta solo dell’ultima operazione di contrasto al gioco illegale, che impegna costantemente il Mef e le procure di tutta Italia, e che, come ha sottolineato di recente il direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli Roberto Alesse, vale circa 20 miliardi di euro, di cui circa i due terzi riguardano l’online: attualmente, sono oltre 10mila i siti inibiti dall’Agenzia, di cui 174 solo nell’ultimo mese. Analizzando i motivi per cui si sceglie una piattaforma illegale per scommettere, gli esperti del settore spiegano ad Agipronews che il “black market” è sempre e soltanto anonimo (sui siti offshore le giocate non sono tracciate da Sogei né sono segnalate alle autorità antiriciclaggio), con la possibilità di incassare “cash” le vincite attraverso i promotori sparsi sul territorio. I luoghi in cui si raccoglie questa valanga di denaro sono stati per anni veri e propri “porti franchi” per i giocatori, con transazioni in contanti alla faccia di tutte le normative nazionali ed internazionali – vecchie e nuove - sul riciclaggio.

Non mancano – nel ventaglio degli strumenti a disposizione del “dark gaming” - gli strumenti più “tradizionali”, come i siti non autorizzati. Le pagine del “Chi siamo” o dei “Contatti” di tutte le realtà offshore sono però spesso “blank” (vuoti) o con informazioni troppo generiche per poter essere utili agli utenti. La tutela del giocatore – in caso di controversia su un’eventuale vincita - è di fatto inesistente, in quanto l’unico riferimento risulta essere la società titolare della licenza, magari con sede in un paese dei Caraibi a bassa tassazione e senza troppi controlli delle autorità. Tutto il contrario del sistema legale in vigore in Italia, che prevede una lunghissima serie di adempimenti a carico degli operatori autorizzati e una serie di garanzie – normative e finanziarie - per tutelare giocatori e fisco.

Una situazione critica, di cui si sono accorti anche gli italiani: secondo una ricerca di Noto Sondaggi su un campione di 1000 individui, il 17% degli intervistati ha indicato di conoscere almeno una persona che gioca o ha giocato su siti online non autorizzati, mentre il 40% ritiene che il gaming illegale sia aumentato soprattutto online. Tra le motivazioni della crescita del fenomeno, Noto Sondaggi ha rilevato nel 62% dei casi la possibilità di riscuotere vincite non tassate, mentre il 61% degli intervistati sottolinea l’assenza di effettivi controlli. Il 72% degli italiani, infine, richiede una maggiore azione di contrasto da parte dello Stato con leggi e interventi ad hoc.

AB/Agipro

Foto Credits Flickr Japanexperterna.se CC BY-SA 2.0

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