Attualità e Politica
22/10/2024 | 09:58
22/10/2024 | 09:58
ROMA - L’Italia risponderà al governo maltese nei prossimi giorni, difendendo punto per punto le proprie scelte sul gioco online. Il parere circostanziato di Malta ha causato l’allungamento del periodo di “stand still” del decreto con le regole tecniche per la gestione del nuovo regime, che entrerà in vigore con l’assegnazione delle concessioni nei primi mesi del prossimo anno, e che si trova al vaglio della Commissione Europea. Il testo finale, dopo lo scambio di missive tra i due governi, tornerà in Italia il 18 novembre invece del 18 ottobre come previsto. I maltesi, utilizzando la procedura che consente di intervenire agli stati membri con “commenti” o “pareri circostanziati”, hanno contestato essenzialmente alcuni punti delle nuove regole alle autorità italiane: in prima battuta, l’obbligo del possesso di una concessione per poter svolgere l’attività di service provider e la messa al bando delle “skin” (i siti affiliati che rivendono il prodotto del concessionario) con la conseguente limitazione di una sola “app” di gioco per ciascun concessionario. Infine, Malta contesta l’eccessiva restrizione dovuta all’introduzione di un ulteriore sistema digitale di riconoscimento – sarà lo spid – per il giocatore che accede ai siti autorizzati, uno strumento – secondo il parere circostanziato maltese spedito a Bruxelles che cita una Direttiva del 2014 - che potrebbe spingere i giocatori verso il mercato non regolamentato. Tre temi “intoccabili” per l’Italia, spiegano fonti istituzionali ad Agipronews, sui quali non si faranno compromessi: la necessità di una concessione per i fornitori di servizi e prodotti di gioco risponde alla stringente necessità di maggiore controllo su un settore finora sostanzialmente non sottoposto a vincoli. La stessa ragione ha portato il Governo italiano a preparare l’introduzione di un set di regole per aumentare la sicurezza del gioco in materia di “skin”: recenti ricerche riportano la presenza sul mercato italiano di 81 concessionari e ben 430 “skin”, siti che operano di fatto in un regime di subconcessione e sui quali – vista la numerosità - è difficile operare verifiche puntuali. Le skin, secondo quanto si apprende, resteranno escluse dal sistema anche in futuro. Infine, il terzo punto sensibile segnalato da Malta: il riconoscimento digitale dei giocatori, che sarà possibile “con l’utilizzo di un valido documento di identità o di altro strumento di identificazione digitale anche con sicurezza di secondo livello, riconosciuto in Italia, indicato con provvedimento del direttore dell’Agenzia”, recita il decreto legislativo di riordino n. 41/2024. Secondo i maltesi, lo strumento rischia di spingere i consumatori verso il mercato non regolamentato, ma il Mef non farà passi indietro neanche su quest’ultimo punto e considera lo spid un modo efficace per migliorare il livello di sicurezza del sistema di accesso ai siti autorizzati, limitando ulteriormente il gioco minorile.
NT/Agipro
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