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Ultimo aggiornamento il 16/07/2019 alle ore 19:01

Attualità e Politica

22/01/2019 | 13:45

Ice a Londra, un anno dopo lo "scontro" la Gambling Commission non ci sarà

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Ice Londra Gambling Commission

LONDRA - La Gambling Commission britannica non sarà presente alla fiera ICE di Londra: una decisione che arriva a un anno di distanza dalle dure critiche mosse nella conferenza di apertura dello scorso anno, in cui l’ex numero uno della commissione, Sarah Harrison, criticò duramente alcuni operatori per la presenza di hostess e performer in abiti succinti. «Il settore è pieno di donne di grande talento e capacità, non è giusto che l’immagine degli eventi sia quella di ragazze seminude che girano per gli stand. Chiedo agli operatori di porre fine a tutto ciò», rilevò duramente Harrison lo scorso anno.

La decisione di non partecipare al prossimo evento non viene però motivata da queste critiche, almeno a sentire un portavoce della Commissione sentito da Gambling Compliance, che sostiene di voler proseguire la collaborazione con il settore tramite gli eventi organizzati “in casa”. «Nel corso dell'ultimo anno abbiamo rafforzato il modo in cui ci impegniamo con il settore del gioco, concentrandoci maggiormente sulla promozione della collaborazione tra operatori, autorità di regolamentazione e consumatori - fanno sapere dalla Gambling Commission - I workshop di collaborazione che abbiamo organizzato quest'anno, insieme alla nostra Raising Standards Conference, mostrano come lavorare insieme in questo modo possa svolgere un ruolo importante nell'identificare le azioni per rendere il gioco più equo e sicuro».

Alle accuse di sessismo ha risposto in maniera netta anche Clarion Gaming, la società che organizza ICE: ad ottobre è stato introdotto un nuovo codice di condotta obbligatorio per tutti gli espositori in tutte le sue esposizioni, in cui «la nudità parziale o totale o abbigliamento o metodi di marketing apertamente sessuali o suggestivi non saranno consentiti», con Clarion che potrà richiedere agli espositori di modificare l’outfit del personale negli stand se ritenuto inappropriato.

PG/Agipro

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