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Ultimo aggiornamento il 16/02/2019 alle ore 20:44

Attualità e Politica

09/10/2018 | 15:42

Ippica, l'allarme del settore: "Senza pagamenti da gennaio, impossibile andare avanti"

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Ippica

ROMA - Le rassicurazioni fornite dal Mipaaft nella riunione dello scorso 4 ottobre «non superano le incertezze in merito all'approvazione del decreto ministeriale del 21 settembre e del decreto direttoriale sulla classificazione degli ippodromi da parte della Corte dei Conti e dell'Ufficio Centrale di Bilancio» e «restano indeterminati i tempi in ordine alla fatturazione e al pagamento della remunerazione per i servizi resi sin dal primo gennaio da parte delle società di corse». Questa condizione «mette a serio rischio l'operatività degli ippodromi italiani, che stanno svolgendo la propria attività dal 1° gennaio senza un contratto/convenzione, esponendo in questo modo i loro amministratori delle società a rischi civilistici e penali (rischi dei quali dovranno necessariamente chiamare a rispondere all'Amministrazione), e che non hanno accesso alcuno al credito, in assenza del titolo comprovante il rapporto in essere con il Mipaaft». E' la denuncia di Federippodromi, Uni, Sdca, Snaitech-Ippodromi di Milano Trotto e Galoppo e Montecatini. «Allo stato, nonostante il decreto ministeriale del 21 settembre - che conferma i criteri generali di erogazione delle remunerazioni del 2017 - le società di corse non possono neppure fatturare i servizi resi e non hanno alcuna certezza sui tempi d'incasso degli ingenti crediti maturati», si legge in una nota. «Le società di corse, che da dieci mesi non percepiscono spettanza alcuna, non sono più in grado di far fronte agli impegni finanziari ed ai costi di esercizio e di gestione che devono anticipare per sostenere per la regolare prestazione dei servizi. Solo un immediato ed urgente intervento del Ministro può scongiurare la deflagrazione di una situazione divenuta ormai insostenibile con gravissime conseguenze, non solo per le società di corse stesse, ma per i lavoratori e tutti gli operatori del settore», conclude la nota. 
RED/Agipro

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