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Ultimo aggiornamento il 13/07/2024 alle ore 20:38

Attualità e Politica

07/03/2024 | 18:40

La conferenza stampa a Doha del Presidente della FIP Luigi Carraro

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La conferenza stampa a Doha del Presidente della FIP Luigi Carraro

ROMA - L'Ooredoo Qatar Major di Doha è stata l’occasione, per il presidente della Federazione Internazionale Padel Luigi Carraro, di tracciare un primissimo bilancio della stagione 2024 che sta proiettando il padel in una nuova era: unico circuito, unico calendario, unico ranking. Tanti gli argomenti toccati nella conferenza stampa – voluta dal numero uno della Fip per rispondere alle tante richiesta di intervista – nella giornata delle semifinali del primo dei quattro Major dell'anno. Ecco un estratto delle parole di Luigi Carraro*.

DA RIYADH A DOHA “Credo che il bilancio del primo torneo dell'anno sia molto positivo. A Riyadh abbiamo avuto il sold out nelle ultime due giornate di gara, livello tecnico altissimo, i giocatori e le giocatrici felici. Oggi siamo qui a Doha, con Federazione Qatarina (QTF) che si conferma la migliore nell'organizzazione di questo tipo di tornei. Stiamo vivendo un evento fantastico e combined con lo stesso prize money, in una venue che conosciamo bene. Le giocatrici e i giocatori sono contenti. Abbiamo iniziato con questo progetto mondiale in tre: FIP, Premier Padel e le associazioni dei giocatori e delle giocatrici (PPA e IPPA) e continueremo così per molto tempo, con il contributo di un partner serio come Qatar Sports Investments (QSI). E non dimentico un quarto elemento fondamentale del nostro circuito, i nostri 'promotori' e cioè i tanti media che stanno trasmettendo Premier Padel. Con tutte queste realtà la squadra della FIP lavora in team curando ogni dettaglio e inseguendo il comune obiettivo di migliorare ogni giorno”.

CALENDARIO E SPAGNA “Abbiamo deciso di dare un limite al numero dei tornei che compongono il calendario. Lo abbiamo fatto perchè il rispetto e la cura degli atleti resta elemento primario. I giocatori e le giocatrici hanno vissuto due stagioni molto lunghe, 2022 e 2023, e in accordo con loro abbiamo concordato di contenere il numero dei tornei. Il tetto al numero di tornei lo abbiamo deciso per tutti i paesi proprio in nome della considerazione che abbiamo per i giocatori e le giocatrici. La Spagna? Avendo molti tornei, questo tetto l’ha coinvolta in proporzione, ma resta un Paese fondamentale per il padel, e lo si comprende considerando che ci saranno quattro Premier comprese le Finals e quattro FIP Platinum, che possiamo assimilare a un ‘250’ del tennis, dunque un torneo molto importante. Nell’interesse dei suoi protagonisti è necessario “internazionalizzare” questo sport perché diventi sempre più grande e diffuso ovunque, rispettandone la tradizione ma seguendone l’evoluzione. Il padel è uno sport fantastico, sono il primo a esserne innamorato, ma ci sono poche ‘bandiere’ nelle prime posizioni del ranking. Il nostro obiettivo è fare in modo che invece ve ne siano molte, di tanti paesi. Se aumenteranno i colori di queste bandiere, il padel diventerà uno degli sport più importanti del mondo e non solo sotto l'aspetto tecnico”.

ARBITRI E FUTURO “Abbiamo avviato un progetto con la FIP da qualche anno. Quando io con la mia squadra, il mio Consiglio Direttivo, siamo stati eletti c’era sostanzialmente un dipendente, mi ricordo che quando sono stato nominato la prima domanda che ho fatto è stata se avessimo un conto bancario: fondamentalmente non c’erano soldi, anzi... Ieri abbiamo fatto una riunione qui nella sede del torneo dove era presente buona parte della squadra FIP ed eravamo 25 persone. Questo per sottolinearne la crescita: oggi abbiamo una FIP importante e ben strutturata che lo sta diventando ogni giorno di più. Gli arbitri? Quando andiamo nei vari paesi cerchiamo sempre di utilizzarne di locali o di paesi confinanti perché è importante e ci piace sviluppare anche questo aspetto, lavorando sulla crescita globale e lo sviluppo della squadra arbitrale. Sicuramente ci saranno stati degli errori, ma l'importante è accettarli e trasformarli in occasione per migliorare le cose. Lo stiamo facendo, vi sono dei percorsi che servono a questo e, così come è cresciuto il movimento vedremo crescere anche gli arbitri”.

LEBRON Sul momento di tensione durante la sfida degli ottavi tra Galan-Lebron e Yanguas-Garrido, Carraro riflette: “Ogni competizione professionistica le sue procedure di fine gara: sicuramente l’arbitro avrà stilato il referto arbitrale e a fine torneo il supervisore redigerà il suo. Da lì in poi ci sarà il normale percorso che troviamo in un torneo di un circuito federale, attraverso l’esame degli organi preposti. Permettetemi però di rispondervi anche dal punto di vista di ama questo sport e di chi lo pratica. In questa disciplina io sono nato come giocatore, avevo l'ambizione di arrivare a diventare un campione ma non ce l’ho fatta, anche se poi sono riuscito a centrare altri obiettivi. Però so bene che quando giocano gli atleti vogliono vincere. Anche perché questo è un Major che ti riconosce 2.000 punti. Dunque, c'è molta tensione, adrenalina, voglia di vincere, elementi che possono emergere durante un match. Tra l'altro il coach di Yanguas e Garrido è stato giocatore fino a pochi mesi fa e credo che abbia vissuto quella sfida molto ‘da giocatore’ e dico che un momento di tensione tra chi si riconosce nel campo possa essere figlio della tensione. Piuttosto, voglio sottolineare come le scuse pubbliche di Lebron rappresentino il messaggio più forte che potesse arrivare sull'episodio”.

MONDIALI, EUROPEO E SENIORS “Entro il mese di marzo annunceremo la sede del prossimo Mondiale. Siamo felici dell’interessamento di tante nazioni per ospitarlo. Posso garantire che sarà un evento fantastico, speciale, come tutti, in una stagione in cui disputeremo gli Europei a Cagliari, in Sardegna, che avranno la stessa organizzazione di un Mondiale. Le competizioni per nazioni sono molto importanti per la FIP e lo dimostra il fatto che per il Mondiale Seniors abbiamo deciso, a fronte di tante richieste di partecipazione, di allargarlo a 24 squadre in luogo delle 16 inizialmente previste”.

CIRCUITO ALTERNATIVO “Ho letto sui giornali di questo circuito, non ci sono stati contatti: rispetto per chiunque, ma noi abbiamo tutto per gestire bene quello che abbiamo. Contiamo su  un panorama di competizioni molto ampio, dai Major al FIP Promotion, alle competizioni mondiali ed europee a squadre dalle juniores ai veterani: continuo a ripetere che chi vuole organizzare un torneo, può farlo. L’importante è l’accordo con la federazione nazionale e il rispetto delle regole della FIP”.

PARTNERSHIP PREMIER PADEL E RED BULL “Quando abbiamo iniziato il progetto Premier Padel, uno dei nostri obiettivi era quello di portare il padel in un nuovo livello e in una nuova era. Penso che tutto il management di Premier Padel stia facendo un lavoro eccellente: il Premier Padel è trasmesso in 187 nazioni, qualcosa di impensabile fino a pochi anni fa. Mi ricordo quando abbiamo avuto il primo grande broadcaster per i Campionati Europei, era il 2019, perché prima la disciplina era trasmessa solo su YouTube e alcune partite su un’emittente televisiva spagnola. Poi, come FIP, abbiamo firmato un accordo con Sky. E proprio Sky ha avviato un progetto nel quale successivamente hanno creduto alcuni grandi broadcaster. Penso che la notizia che riguarda Red Bull è la migliore che si potesse immaginare per il nostro sport, non solo per il potenziale di questo grande brand, ma anche per quello che sta facendo in molte discipline con grandi risultati. Ne siamo molto felici e vorremmo ringraziare il Team di Premier Padel per aver raggiunto questo accordo e complimenti anche per tutte le altre partnership”.

PUNTO DE ORO “Abbiamo preso la decisione di utilizzare il sistema dei vantaggi con i giocatori e le giocatrici. Premier Padel è un circuito speciale: qualcuno preferirebbe il Punto de Oro, qualcuno preferisce i vantaggi, ma penso che per il momento credo che questo resti il sistema migliore. Ma se dovessimo vedere in futuro che sarà il caso di cambiare qualcosa, studieremo la migliore opzione per lo sport, i fan e i broadcaster televisivi”.

RED/Agipro

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