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Ultimo aggiornamento il 16/08/2018 alle ore 20:41

Attualità e Politica

20/07/2018 | 10:00

Giochi, LeoVegas: "Decreto Dignità viola legislazione dell'Unione Europea, inviato reclamo alla Commissione"

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LeoVegas GIOCHI DECRETO DIGNITà

ROMA - LeoVegas ha presentato ufficialmente un reclamo alla Commissione Europea contro il Decreto Dignità, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 13 luglio scorso ed entrato in vigore il 14 luglio 2018. E' quanto comunica la società in una nota. LeoVegas sostiene che «il Decreto Dignità violi la legislazione dell’Unione Europea. In particolar modo il divieto assoluto di pubblicità, diretta e indiretta, legata al gioco d’azzardo è stato adottato in violazione dell'obbligo di notifica dell'articolo 5 della Direttiva dell’Unione Europea 2015/1535 e viola inoltre gli articoli 54 e 56 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFUE)».

La Direttiva del 2015 del Parlamento Europeo e del Consiglio, conosciuta come "Direttiva sulla trasparenza del mercato unico", ha l'obiettivo di «prevenire, prima che siano adottati, gli ostacoli agli scambi commerciali che possono essere posti sotto forma di "regolamenti tecnici", consentendo alla Commissione e agli Stati membri di verificare che la norma tecnica in questione sia compatibile con il diritto dell'Unione Europea. - ricordano da Leovegas - Prevede quindi che venga adottata dagli Stati membri una procedura che fornisca informazioni sulle regolamentazioni tecniche e sulle regole relative ai servizi». In particolare, specificano ancora dalla società, «il paragrafo 1 dell'articolo 5 della Direttiva recita: "Gli Stati membri comunicano immediatamente alla Commissione qualsiasi progetto di regolamentazione tecnica, tranne nei casi in cui si limita a trasporre il testo integrale di una norma internazionale o europea, e devono inoltre comunicare alla Commissione i motivi che rendono necessaria l'adozione di tale regolamento tecnico, qualora tali motivi non siano già stati chiariti nel progetto”. Il Decreto Dignità - contestano da Leovegas - non è stato preventivamente comunicato alla Commissione Europea e pertanto è stato adottato in violazione dell'articolo 5 della Direttiva».

L’articolo 9 del Decreto Digntà - che prevede lo stop alla pubblicità di giochi e scommesse e alle sponsorizzazioni  – viola, specificano da Leovegas, anche «gli articoli 54 e 56 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFUE) relativamente alla libera circolazione di beni e servizi all’interno dell'Unione Europea. L'articolo 9 del Decreto Dignità prevede un divieto generale e assoluto di pubblicità. Il divieto rappresenta una svolta importante nella politica del gioco d'azzardo in Italia. Paradossalmente però, la Relazione tecnica che accompagna il Decreto Dignità afferma che il divieto avrebbe indubbiamente maggiori effetti negativi "anche in considerazione del fatto che è in corso la procedura pubblica per l'attribuzione di 80 nuove licenze, per gli operatori di gioco online, la pubblicità e la sponsorizzazione sono gli unici mezzi per rendersi riconoscibili presso i giocatori e distinguersi dagli operatori illegali, promuovendo così il trasferimento dei giocatori dal settore illegale a quello legale". La Relazione tecnica di accompagnamento - ricordano, infine da Leovegas - cita anche la Raccomandazione 2014/478/UE della Commissione, in cui la Commissione Europea ha dichiarato che le comunicazioni sui servizi di gioco online incoraggiano i consumatori a rivolgersi agli operatori di gioco legali e controllati. Pertanto - concludono - la Relazione tecnica riconosce che il divieto ha notevoli effetti negativi per il settore del gioco online e che i principi della certezza del diritto, della proporzionalità e della Commissione Europea non sono stati rispettati».

RED/Agipro 

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