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Ultimo aggiornamento il 20/11/2019 alle ore 19:00

Attualità e Politica

30/08/2019 | 12:30

Lotta al match fixing, Fara (Eurispes): "Manca regolamentazione giuridica del settore dello sport"

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Lotta match fixing Fara Eurispes sport

ROMA - Riciclaggio di denaro sporco, infiltrazioni della criminalità, match fixing, scommesse clandestine, sfruttamento degli animali: molteplici sono le forme di criminalità che si manifestano nel settore dello sport, che si dimostra una corruption risk area. In particolare, il legame tra sport e illegalità diventa allarmante quando alla pratica sportiva e ai suoi elementi valoriali ed etici, si sostituisce solo il business, per cui i risultati, le vittorie e le sconfitte diventano solo profitto. A questo tema è dedicato lo studio "C’è del marcio nello sport. Ovvero come truccare le carte del gioco", curato per l’Eurispes da Giovanni Tartaglia Polcini e arricchito dalla prefazione di Franco Frattini e dall’introduzione di Gian Maria Fara, che sarà pubblicato a settembre da Minerva Edizioni.
«Il mondo dello sport, soprattutto quello professionistico, ha visto crescere esponenzialmente la sua dimensione economica: ingaggi milionari, sponsorizzazioni miliardarie e una vera globalizzazione delle più rilevanti competizioni, hanno moltiplicato i numeri degli investimenti e dei profitti. A fronte di ciò, manca ad oggi una vera regolamentazione giuridica del settore che abbia i caratteri della robustezza, richiesta da simili quantità e grandezze economiche», sostiene il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara. «Purtroppo la regolamentazione e la disciplina giuridica nel settore sportivo appaiono ancora complesse e problematiche e, spesso, non in grado di fronteggiare adeguatamente la minaccia della corruzione in tutte le sue forme di manifestazione già conosciute. A ciò si aggiungono l’assenza di sinergie tra il sistema sportivo e il mondo giudiziario, sia a livello nazionale, sia internazionale, e un certo ritardo nell’adeguamento degli ordinamenti giuridici nazionali ai pur rilevanti strumenti di diritto internazionale adottati per far fronte al fenomeno dilagante. Una prima risposta concreta può essere l’adozione di standard universalmente riconosciuti per il buon governo delle organizzazioni sportive, basati sui pilastri della democrazia, della trasparenza e dell’accountability», aggiunge nella prefazione Franco Frattini, magistrato ed ex ministro, Presidente della Siga (The Sport Integrity Global Alliance).
RED/Agipro

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