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Ultimo aggiornamento il 20/11/2018 alle ore 20:37

Attualità e Politica

17/10/2018 | 15:10

Manovra, Iaccarino (Astro): "Gioco patologico, aumentare le tasse non è la soluzione"

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Manovra Iaccarino Astro

ROMA - «Si apra un confronto serio sulla prevenzione e il contrasto alle dipendenze nel settore del gioco che esca da forme di velleitarismo e demagogia ed affronti in modo approfondito il tema dell'innovazione tecnologica e della riduzione ragionata dell'offerta, attraverso sistemi di distribuzione controllata. Misure che garantirebbero maggiore efficacia nella tutela dei cittadini che giocano e per l'individuazione delle quali il settore sembra pronto a contribuire in modo costruttivo». È il pensiero di Armando Iaccarino, presidente del Centro studi Astro, sulla manovra approvata dal Consiglio dei Ministri, «il secondo intervento di questo Governo in pochi mesi, tenuto conto che già Decreto Dignità aveva ritoccato verso l'alto le aliquote del Preu», sottolinea. «Non è ben chiaro se gli interventi in questione siano mirati al contrasto ai disturbi da gioco d'azzardo o al reperimento di risorse e coperture per le manovre da realizzare oppure a entrambe le finalità», spiega Iaccarino.
L'aumento della tassazione per gli apparecchi previsto dalla manovra «potrebbe attestarsi intorno a quota 70% sui ricavi lordi», confermando che la tassazione italiana è «la più alta in Europa: in Germania l’aliquota a carico degli operatori è al 22%, in Inghilterra al 25%, in Spagna al 38%».
«Se proprio si vuole insistere sull'aumento della tassazione, almeno si riduca anche la percentuale di vincita, in modo da rendere il contesto economico più sostenibile per le aziende interessate, quelle - non va dimenticato - che hanno sostenuto la marcia verso la legalità avviata con la riforma del 2002», sottolinea Iaccarino. Con tali prospettive «è possibile un collasso del sistema, con l'espulsione di centinaia di aziende divenute marginali e la conseguente fuoriuscita dal mercato del lavoro di migliaia di persone, con le ben note difficoltà di ricollocazione, senza peraltro che sia garantito il raggiungimento dell'obiettivo di reperimento delle risorse attive in bilancio attese dalla manovra finanziaria», sottolinea. «L'aumento del preu produrrebbe gli effetti attesi solo in presenza di un valore della raccolta invariato rispetto all'attuale; ma la crisi del settore, e ancor più il dilagare di regolamenti espulsivi in sede locale, spingono verso una progressiva riduzione della base imponibile e delle corrispondenti entrate erariali». Già nei primi nove mesi del 2018, ricorda, «la raccolta delle awp è diminuita del 7%, solo parzialmente compensata da un aumento delle giocate su videolotteries del 3%: risultati questi che non tengono conto della prossima entrata in vigore in diverse Regioni di ulteriori regolamenti limitativi destinati più particolarmente alle sale giochi», conclude.
RED/Agipro

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