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Ultimo aggiornamento il 14/12/2018 alle ore 21:17

Attualità e Politica

22/10/2018 | 12:54

Marasco (Logico): “La ricerca Iss lo conferma: gioco online unico a offrire autolimitazione ed esclusione”

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Marasco Logico ricerca Iss gioco online

ROMA - I risultati emersi dalla ricerca condotta dall'Istituto Superiore di Sanità sulla diffusione del gioco problematico confermano che l’online «è l’unico che offre procedure di identificazione del giocatore, limitazione al gioco e di protezione dei giocatori». E’ il commento di Moreno Marasco, presidente di Logico, l’associazione che rappresenta alcuni grandi players dei giochi online in Italia.

«L’ISS ci dice che i giocatori adulti giocano per il 94,5% in luoghi fisici mentre solo una minoranza (5,5%) gioca online, dato che ricalca le dimensioni economiche dei due segmenti (nel 2017 la spesa online era il 7%). Tuttavia, i limiti di gioco esistono solo nell’online, come ha ricordato anche l'ADM, sottolineando anche la presenza del registro dell’autoesclusione (RUA), attualmente limitato al comparto online».

Marasco sottolinea inoltre come «fra i grandi Paesi europei l'Italia è solamente al quinto posto per percentuale di giocatori che hanno effettuato un qualsiasi tipo di scommessa nell'ultimo anno con una percentuale pari al 36,4%», mentre «la dipendenza da gioco si classifica all’ottavo posto nella classifica delle dipendenze. Ciò non sminuisce la gravità di eventuali situazioni di gioco patologico, ma indica chiaramente che non è corretto assimilare tutto il gioco, per esempio, al fumo».

La nota dolente della ricerca, secondo il presidente di Logico, è «la superficialità con la quale sono state rappresentate le numeriche di coloro che hanno giocato almeno una volta nell’anno, bollando pertanto il gioco come sempre problematico», mentre a volte può «stimolare comportamenti virtuosi; in tal senso è emblematico l’esperimento della “lotteria dello scontrino”».

La ricerca è però utile a certificare «che le misure introdotte dal Decreto Dignità non sono efficaci per il contrasto al disturbo al gioco d’azzardo patologico o al gioco minorile», ad esempio il divieto di pubblicità, con quest’ultima che ha «un peso contenuto nella scelta del consumatore». Manca di efficacia, inoltre, ogni iniziativa che punta a «limitare a prescindere l’offerta di gioco o cancellare la possibilità di pubblicità», anzi, «la comunicazione commerciale, regolamentata e riservata esclusivamente a operatori titolari di concessione, ha un ruolo fondamentale per distinguere gli operatori legali dai player illegali», tanto più che proprio l’offerta “fuori legge” «piace molto di più ai giocatori problematici che non a quelli definiti sociali».

Marasco conclude osservando che gli associati in Logico hanno ben presente le funzioni della comunicazione e «il potenziale rischio di eccessi», proprio per questo esiste già «un codice di autodisciplina» per evitare «un’eccessiva invasività». Infine il presidente di Logico ribadisce l’esigenza di un confronto tra le istituzioni e gli operatori per «un riordino organico del settore, a vantaggio di tutti gli Italiani. Interlocuzione necessaria, prima che sia troppo tardi».

RED/Agipro

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