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Ultimo aggiornamento il 01/07/2026 alle ore 20:32

Attualità e Politica

01/07/2026 | 19:04

Mercati di previsione, report Brightstar/Swg: gli italiani li conoscono poco e vorrebbero regole come per le scommesse

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Mercati di previsione report BrightstarSwg: gli italiani li conoscono poco e vorrebbero regole come per le scommesse

ROMA – Due terzi degli italiani considerano i mercati di previsione un rischio per le persone più vulnerabili, ma oltre la metà (56%) non li conosce. Oltre un terzo li vieterebbe totalmente mentre quasi la metà chiede che siano regolamentati sul modello delle scommesse. È quanto riporta la nuova ricerca di Swg, realizzata in collaborazione con Brightstar, su un campione di oltre 3mila cittadini maggiorenni intervistati fra il 26 maggio e l'8 giugno. Lo studio è stato presentato oggi a Roma nel corso della conferenza “Persone in gioco. Connessioni, intrattenimento e nuove forme di partecipazione” da Riccardo Grassi, responsabile ricerche di Swg.

Piattaforme come Polymarket e Kalshi sono comunque conosciute fra i giovani e chi gioca online. La metà degli intervistati si dichiara interessata a utilizzarle se fossero regolamentate.  I temi più attraenti sono elezioni e premi/riconoscimenti, mentre scienza ed economia interessano meno. Nell'immaginario, i mercati di previsione vengono associati al mondo delle e scommesse e, in misura minore, alle lotterie, mentre solo una percentuale minoritaria le associa agli investimenti finanziari.

PROPENSIONE AL RISCHIO – Lo studio ha analizzato anche la propensione al rischio degli italiani che, spiega Grassi, si confermano un popolo cauto: tre su quattro si dichiarano prudenti nelle scelte quotidiane ma aumenta la percentuale di chi crede che sia necessario rischiare per raggiungere i propri obiettivi. Una percentuale più alta fra i giocatori assidui.

APPROCCIO AL GIOCO – Solo un italiano di dieci non ha mai giocato in vita sua, ma solo l'11% sono giocatori assidui. Il 40% si dichiara giocatore occasionale di almeno un gioco. Nel settore fisico restano dominanti i giochi dal forte radicamento popolare come Gratta e Vinci e SuperEnalotto. Il giocatore puro online è estremamente raro: la netta maggioranza gioca anche in luoghi fisici o lo ha fatto in passato. Soprattutto fra i giocatori e tra i giovani, la possibilità di interagire in diretta con gli eventi rappresenta una sorta di esperienza di “partecipazione aumentata”, spiega Grassi, che fa crescere interesse e coinvolgimento. L'interesse è più per la partecipazione e il protagonismo, che per la ricerca di un guadagno da una scommessa. Il fatto di puntare del denaro sull’esito di un evento rappresenta comunque un ulteriore elemento di “accelerazione dell’emozione e del coinvolgimento”.

DIVIETO DI PUBBLICITA' – La ricerca di è occupata anche della percezione pubblica sul Decreto Dignità. Poco più della metà del campione è consapevole che esiste un divieto assoluto di pubblicità del gioco. La maggioranza lo considera uno strumento efficace per combattere le dipendenze ma sono molti quelli che temono effetti collaterali come favorire il mercato illegale. Il 44% degli italiani vorrebbe mantenere il divieto totale, ma un altro 40% aprirebbe a una comunicazione regolamentata e vincolata, soprattutto tra i più giovani.

DVA/Agipro

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