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Ultimo aggiornamento il 14/08/2020 alle ore 19:00

Attualità e Politica

21/07/2020 | 10:05

Operazione "Darknet": otto arresti a Rimini, nel mirino dei clan anche le sale scommesse

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Operazione Darknet: otto arresti a Rimini nel mirino del clan anche le sale scommesse

ROMA - Con otto arresti e un obbligo di firma per associazione per delinquere aggravata dai metodi mafiosi, la Guardia di Finanza di Rimini ha concluso questa mattina un'operazione anti-camorra denominata "Darknet". Associazione per delinquere di stampo mafioso e per aver favorito i clan di appartenenza, in particolare i clan «Sarno» e dei «Casalesi», le accuse mosse oltre ad una serie di reati finanziari che vanno dalla corruzione, alla turbativa d'asta, al riciclaggio. L'operazione ha portato anche al sequestro di 17 aziende e beni per oltre 30 milioni di euro. Secondo le indagini, tutto parte da provvedimenti di sorveglianza speciale emessi nei confronti di alcuni casalesi e campani, trasferiti a Cattolica e Riccione. Dalla bassa Romagna, inizia la scalata all'economia locale di alcuni soggetti vicini e addirittura parenti dei Casalesi e dei Sarno, attivi nei business delle costruzioni, degli oli industriali, della ristorazione, ma anche esercenti di sale scommesse.

L'indagine partita nel 2017 dei finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Rimini, con la collaborazione del G.I.C.O. di Bologna si è conclusa dopo due anni questa mattina portando a fermi e sequestri in Emilia Romagna, Campania, Calabria, Lazio, Lombardia, Marche, Basilicata e Piemonte. Le ramificazioni e interessi economici, del gruppo, che ha partecipato anche ad aste giudiziarie alterandone il corso, arrivano quindi anche in altre province (Avellino, Napoli, Salerno, Potenza, Matera, Pesaro-Urbino, Forlì- Cesena, Parma, Torino, Milano). I particolari sull'operazione «Darknet» verranno forniti nel corso di una conferenza stampa, in programma alle 11 presso il Comando Provinciale Rimini, alla presenza del Procuratore della Repubblica Distrettuale di Bologna, Amato e del Procuratore della Repubblica di Rimini, Melotti. 

 

RED/Agipro

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