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Ultimo aggiornamento il 20/07/2018 alle ore 17:27

Attualità e Politica

02/02/2018 | 17:45

Operazione "Game Over", Benedetto Bacchi non risponde al Gip

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Operazione Game Over Benedetto Bacchi Gip

ROMA - Benedetto Bacchi - imprenditore del settore giochi e scommesse online arrestato ieri dalla polizia insieme ad altre 30 persone con le accuse di concorso esterno in associazione mafiosa, riciclaggio, concorrenza sleale e truffa allo Stato - si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip nel corso dell'interrogatorio di garanzia. Stessa scelta ha fatto il socio occulto, il boss di Partinico Francesco Nania, anche lui finito in manette, accusato di associazione mafiosa e autoriciclaggio. Sono rimasti in silenzio anche altri 5 arrestati: Fabio e Francesco Lo Iacono, Antonio Lo Baido, Salvatore Cusumano e Alessandro Lo Bianco. Agli interrogatori, svoltisi davanti al gip Antonella Consiglio, erano presenti le pm Annamaria Picozzi e Amelia Luise che hanno coordinato l'inchiesta insieme al pm Roberto Tartaglia. Dall'indagine è emerso un vero e proprio accordo contrattuale tra Bacchi e i vertici delle famiglie mafiose palermitane che assicuravano, in cambio di somme che andavano dai 300 agli 800mila euro, il monopolio delle agenzie di scommesse in Sicilia all'imprenditore. Bacchi aveva oltre 700 centri in tutta Italia e 40 in Sicilia. I punti scommesse erano tutti irregolari, nel corso dell'inchiesta ne sono stati chiusi 46. Secondo gli inquirenti Bacchi, che ha scelto come suo legale l'ex pm Antonio Ingroia, incassava un milione di euro al mese. Gli interrogatori di garanzia proseguiranno nei prossimi giorni.
RED/Agipro

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