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Ultimo aggiornamento il 24/02/2018 alle ore 20:35

Attualità e Politica

02/02/2018 | 18:56

Operazione “Game Over”, Razzante (Consulente Antimafia): “Dal gioco legale un grande sostegno alla normativa antiriciclaggio”

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ROMA - La normativa italiana di contrasto al riciclaggio, applicata al settore del gioco “è una delle più stringenti al mondo ed i concessionari la applicano in modo pressoché uniforme. I grossi operatori del settore hanno fornito alla Unità informazione finanziaria di Bankitalia e agli investigatori un contributo sostanzioso in termini di segnalazione di operazioni sospette in questi ultimi anni, per questo bisogna stare attenti a non confondere il gioco legale con quello illegale: se è prevista un'attività regolamentata dietro concessione statale, bisogna pensarci bene prima di fare l'equivalenza gioco uguale criminalità”. E’ quanto dice ad Agipronews, commentando l’operazione “Game Over”, Ranieri Razzante, Consulente della Commissione Antimafia, Professore di Legislazione Antiriciclaggio all’Università di Bologna ed esperto del settore giochi. Razzante precisa che nella operazione di polizia, che ieri ha portato all'arresto di 31 persone, è stato contestato il reato di riciclaggio “perché i proventi derivanti da elusione fiscale sono stati immessi nel sistema legale e comunque utilizzati per compiere altre operazioni, così nascondendone la provenienza delittuosa. Il tutto è aggravato dal fatto che l'attività svolta (dalle agenzie di scommesse finite nel mirino, ndr) era abusiva poiché senza autorizzazione”. Il riciclaggio “è particolare come reato - dice ancora Razzante - in quanto fa guadagnare per il solo fatto che si nasconde la vera origine del denaro impiegato in attività pulite. Quindi, se il giocatore realizza una grossa vincita, meglio per lui, ma se perde qualcosa non è un problema”.
I problemi “si pongono spesso sulle singole agenzie che vengono infiltrate dalla criminalità organizzata - dice ancora Razzante - ed ovviamente è più difficile dal centro effettuare controlli sulle singole movimentazioni, anche se i sistemi di controllo dei concessionari sono oggi assai avanzati”. Da qui le segnalazioni che sempre più spesso partono per le verifiche sui movimenti sospetti. Verifiche che invece vengono bypassate quando il gioco è “in nero” o in circuiti non controllati, come in quest’ultima operazione, che sfruttava anche piattaforme online non autorizzate.
“Una gravissima dimenticanza del legislatore è quella di non aver attuato una norma del 2011, che prevedeva l'obbligo di monitoraggio da parte degli intermediari finanziari e delle società di carte di credito dei flussi inviati su conti relativi a siti online interdetti dai Monopoli di Stato - ricorda ancora Razzante - L’Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio (Aira) che presiedo, ha dato il via ad un tavolo di lavoro cui partecipano la maggioranza dei concessionari operanti in Italia: l’obiettivo è di mettere a punto le proposte migliori da sottoporre al nuovo Governo per incrementare il contrasto al riciclaggio, all'abusivismo e alle mafie. Da questo tavolo che ho l'onore di coordinare - conclude - dovranno venire anche spunti di natura tecnica e operativa per le autorità e, ci auguriamo, la proposta di una normativa europea che regolamenti in maniera uniforme e rigida il gioco on line”.
PG/Agipro

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