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Ultimo aggiornamento il 17/01/2020 alle ore 18:51

Attualità e Politica

09/01/2020 | 12:26

Operazione "Gaming machine" a Bari, Volpe (procuratore): "I clan alteravano il mercato della concorrenza imponendo le slot"

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ROMA -  C'é «il gotha di tutti i clan più importanti di Bari» nell'indagine sulle presunte infiltrazioni della criminalità mafiosa barese nel settore del gioco, che ha portato oggi all'arresto di 36 persone e anche al sequestro di beni per 7,5 milioni di euro. Lo ha detto il procuratore Giuseppe Volpe, spiegando che i clan della città «alteravano il mercato della concorrenza imponendo con metodo mafioso gli apparecchi che il monopolista Baldassarre D'Ambrogio, la mente dell'intero sistema illecito, voleva fossero installati». L'inchiesta è partita nel 2015 dalla «coraggiosa denuncia», dicono gli inquirenti, di un commerciante barese, titolare di una tabaccheria, vittima di usura ed estorsione. «Queste persone si mettono a portare cose e non mi avvisano. Alla fine il bar non è più mio, è vostro, è di tutti - si legge in una intercettazione tra il commerciante vittima e un indagato -. Quello impone una cosa, quello ne impone un'altra, tu ne imponi un'altra ancora. E io che ci sto a fare qui? Il pupazzo?».
RED/Agipro

 

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