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Attualità e Politica

30/11/2017 | 15:30

Poker Live, dal boom all'oblio: la storia del regolamento mai nato

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Poker Live oblio

ROMA - C'è stato un tempo, neanche molto lontano, in cui in Italia il poker dal vivo era considerato un nuovo fenomeno di costume: le tv facevano a gara per trasmettere tornei di Texas Hold'Em, la variante di maggiore presa; i player più quotati divenivano personaggi di successo; i circoli si riempivano di neofiti, attratti da un irresistibile mix di competizione e azzardo; i set di gioco andavano a ruba nei negozi, specie durante il periodo prenatalizio. A qualche anno distanza, la situazione è completamente cambiata: sfiorito a livello mediatico, mai regolamentato in modo compiuto, il poker live è oggi una disciplina “underground”, relegata in alcuni circoli e ridotta in condizione di semiclandestinità.

Negli anni del boom era apparsa inevitabile l'esigenza di regolamentare il fenomeno. Nella cosiddetta Legge Comunitaria del 2008, approvata nel giugno del 2009, l'articolo 24 prevedeva per il poker live un apposito regolamento. Secondo il testo di legge, potevano organizzare tornei di poker sportivo solo i concessionari per il gioco online. Quanto agli altri, potevano ottenere l'autorizzazione dai Monopoli presentando una garanzia bancaria o assicurativa per 1,5 milioni di euro. Oppure, dovevano esercitare la gestione e raccolta di giochi in uno Stato comunitario, con un fatturato di 1,5 milioni nel biennio precedente. Tre mesi dopo, nel settembre 2009, il Ministero degli Interni ha inviato una circolare ai prefetti e alle questure che, sulla base della Legge Comunitaria, imponeva di non tollerare oltre l'organizzazione di tornei live nei circoli. 

Nei mesi successivi sono proseguiti i lavori per la redazione del previsto regolamento sul poker on line. Passato prima all'Ufficio legislativo del Ministero delle Finanze, è stato poi sottoposto al Consiglio di Stato che, il 31 maggio 2011, ha dato parere positivo, ritenendo tuttavia necessario «richiedere all'amministrazione ulteriori riflessioni sul testo proposto».
Nella bozza di regolamento, la quota massima di ingresso ai tornei veniva fissata a 30 euro. Ai giocatori era vietata la partecipazione a più tornei nello stesso giorno e nella stessa città. Quanto alla tassazione, era prevista una aliquota del 3% per il concessionario e una tassa sulle vincite del 20% al netto delle spese di organizzazione.
Nel luglio 2011, in una manovra economica correttiva era inserito un bando di gara per il poker live, da emanare entro il 30 novembre dello stesso anno. Previste mille concessioni, a un prezzo base di 100 mila euro l'una, durata nove anni. In realtà, a causa della mancata emanazione definitiva del regolamento, la scadenza del bando è più volte slittata, fino al 31 gennaio 2013. 
MF/Agipro

 

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