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Ultimo aggiornamento il 06/04/2020 alle ore 19:04

Attualità e Politica

26/02/2020 | 11:07

Proroga concessioni bingo, l'Avvocatura di Stato: "Aumento del canone rappresenta il 6,6% del ricavo medio delle aziende"

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Proroga concessioni bingo l'Avvocatura di Stato

ROMA - Nel triennio 2017-2019 «il dato sulla raccolta del bingo è costante, con una raccolta di 1,5 miliardi l'anno, e un ricavo medio per sala stimato nel 2018 è di 1,36 milioni». È quanto sottolineato dall'Avvocatura di Stato nel corso dell'udienza in Corte Costituzionale sulla proroga delle concessioni del bingo. «Il canone previsto è attualmente di 90mila euro, ovvero il 6,6 per cento del ricavo medio. Alla luce di questi elementi l'innalzamento del canone non è così irragionevole».

La questione di costituzionalità sarebbe infondata anche in virtù di quanto previsto dal decreto fiscale, che ha fissato al 30 settembre 2020 il temine ultimo per la gara. «Non vi è più l'incertezza temporale sostenuta dagli operatori», ha spiegato l'Avvocatura, che ha chiesto la rimessione al Tar Lazio del caso per una nuova valutazione. Sulla questione di pregiudizialità e sulla richiesta di rinvio alla Corte Ue, infine, «non c'è spazio effettivo per ravvisarla. Non si comprende cosa dovrebbe essere chiarito dai giudici europei». Dopo oltre un'ora di discussione, la valutazione finale del caso passa ora alla Consulta, la cui decisione è attesa nei prossimi due mesi.


LL/Agipro

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