Attualità e Politica
10/04/2025 | 10:52
10/04/2025 | 10:52
ROMA - “Termine di 30 giorni per presentare memorie” in vista dell’Udienza Pubblica fissata il 18 settembre 2025. E’ quanto ha stabilito il Consiglio di Stato in un’ordinanza in cui affronta un ricorso - a seguito di una sanzione di 388mila euro per la violazione del Decreto Dignità nella parte che riguarda la promozione dei giochi con vincite in denaro - presentato dall’operatore di gioco online Vincitù S.r.l. contro Agcom (l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) e Adm (l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli).
L’appellante ha impugnato una sentenza del Tar Lazio che respingeva un ricorso contro una sanzione per la violazione del divieto di pubblicità del gioco, contestando la legittimità delle disposizioni e descrivendo l’articolo 9 del Decreto Dignità in contrasto con la Direttiva UE che regola le normative tecniche nel settore dei servizi della società dell’informazione.
Nel procedimento precedente, difatti, il Tribunale Amministrativo per il Lazio, aveva respinto il ricorso proposto da un operatore di settore – Leovegas - in merito alla medesima disposizione del Decreto Dignità, rinviando alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea una serie di interrogativi - riguardanti la pubblicità del gioco - per chiarire in che misura le norme europee si applichino ai regolamenti nazionali. Tra i quesiti presentati, per esempio, si chiedeva se la disposizione della direttiva europea prevedesse che il divieto di pubblicità “posto da una normativa diversa da quella che regolamenta il servizio stesso” dovesse essere comunque sottoposta all’obbligo di notifica. E se, di conseguenza, la mancata notifica possa essere impugnata "da parte di un soggetto privato in un giudizio come quello principale e se, in caso di risposta affermativa e di accertamento della sussistenza della violazione, ciò possa comportare per il Giudice nazionale l’obbligo di dichiarare inefficace la disposizione del diritto interno”, questo anche quando la non applicazione del provvedimento “inciderebbe su valori e principi che sono tutelati dallo stesso diritto unionale, e, in particolare, la tutela del consumatore e la tutela della salute”. Dovendo dunque stabilire se quanto espresso dalla Corte di Giustizia possa essere applicato al caso preso in esame, il Consiglio di Stato “assegna alle parti il termine di 30 giorni, decorrenti dalla notificazione o comunicazione in via amministrativa della presente ordinanza, per presentare memorie vertenti sulla questione indicata nella parte motiva” e fissa l’udienza pubblica al 18 settembre 2025.
FRP/Agipro
Foto credits Sailko CC BY 3.0
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