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Ultimo aggiornamento il 21/11/2019 alle ore 20:35

Attualità e Politica

18/09/2019 | 12:45

Pucci (Astro) alla segretaria generale Fiom-Cgil: "Sconcertante l'equivalenza tra sale giochi e riciclaggio, attività confinate in periferia dal distanziometro"

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ROMA - «Il crescente insediamento di sale giochi nelle zone industriali non è il frutto di una valutazione di convenienza da parte degli imprenditori del gioco - e tantomeno una conseguenza della chiusura delle fabbriche - ma solo di una scelta obbligata, pena la chiusura delle aziende dedicate all’esercizio del gioco: negli ultimi anni si è diffusa una normazione, a livello regionale e comunale, che ha inibito la presenza di sale giochi nei centri urbani, costringendo così gli imprenditori a delocalizzare verso le zone periferiche delle città». Lo ricorda il presidente dell'associazione dei gestori Astro, Massimiliano Pucci, rispondendo alle dichiarazioni di Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil, che nel corso dell’assemblea nazionale della FIOM sul Mezzogiorno aveva parlato di capannoni industriali trasformati in sale giochi e che non fanno più produzione ma riciclaggio. «Desta sconcerto l’equivalenza tra l’esercizio dell’attività di gestione di sale giochi e l’attività di riciclaggio», prosegue Pucci: «il settore del gioco legale risulta essere, giustamente, un comparto economico sottoposto a normative e controlli che, quanto a severità, non hanno uguali nel sistema economico nazionale. Ed in tale ambito si distinguono, per particolare rigore, gli adempimenti richiesti agli operatori del gioco in materia di normativa antiriciclaggio», ha precisato. «Chi propugna l’abolizione del gioco legale, che come prima conseguenza determinerebbe appunto l’espansione incontrollata di quello clandestino (come è testimoniato dall’esperienza anteriore alla riforma che ha condotto alla legalizzazione), pur se motivato dalle più nobili intenzioni morali, si fa complice involontario dell’espansione di quei fenomeni degeneri che intenderebbe eliminare», ha continuato. Le dichiarazioni della segretaria generale Fiom-Cgil «non fanno che alimentare quel diffuso clima di caccia alle streghe che, mediante interventi normativi e di ostracismo politico, sta determinando la chiusura di numerose imprese legali sull’intero territorio nazionale, con evidenti ripercussioni sui livelli occupazionali», ha sottolineato. «Come associazione di rappresentanza delle imprese del settore del gioco, impegnata a mantenere alti i livelli di legalità del settore, auspichiamo che Lei, oltre a rilasciare generiche dichiarazioni tese ad infamare un intero settore, si attivi concretamente, sulla base delle informazioni specifiche in suo possesso, a consentire la repressione dei comportamenti per ora denunciati solo a parole», ha concluso Pucci.
RED/Agipro

 

 

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