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Ultimo aggiornamento il 15/11/2018 alle ore 20:37

Attualità e Politica

18/07/2018 | 08:40

Relazione DIA secondo semestre 2017: "Affari della mafia nelle scommesse e nella gestione delle sale giochi"

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Relazione DIA secondo semestre 2017 mafia scommesse sale giochi

ROMA - «Fra le attività preferite dalle consorterie» della mafia siciliana «per aumentare i propri guadagni è ampiamente praticato il lucroso business delle scommesse, spaziando dalla gestione delle sale giochi fino alle competizioni non autorizzate», che «produce guadagni rapidi ed elevati». E' quanto si legge nella relazione della DIA relativa al secondo semestre 2017. «Tutti i mandamenti risultano indistintamente interessati al settore, tanto che molte famiglie spingerebbero per favorire l’apertura, nel proprio territorio, di nuove agenzie. In tal modo, cosa nostra non solo si insinua aggredendo questa nuova forma di imprenditoria con il metodo estorsivo, ma si adopera anche per assumere direttamente il controllo dei centri scommesse più avviati», si legge nella relazione. «I volumi d’affari vengono ulteriormente moltiplicati dal sistematico ricorso a piattaforme di gioco, spesso allocate all’estero, che consentono l’evasione fiscale di consistenti somme di denaro. Viene, infatti, così creato un sistema parallelo a quello legale, di difficile tracciabilità e del tutto clandestino rispetto al gioco autorizzato dallo Stato».

Ad esempio, «nell’ambito dell’operazione “Beta” è stata accertata l’operatività di una frangia di cosa nostra catanese operante a Messina e dedita, tra l’altro, al settore delle scommesse calcistiche, dei giochi online ed alle corse clandestine dei cavalli. Anche l’operazione “Zikka” ha colpito un sodalizio criminale mafioso dedito alle scommesse illegali nelle corse clandestine di cavalli». Inoltre «non priva di significato appare, in questo contesto, la chiusura dell’Ippodromo di Palermo ove, tra l’altro, sarebbe emerso anche il condizionamento delle famiglie sulla gestione di alcuni servizi». La relazione della DIA ricorda anche che «il 19 luglio 2017, a Palermo e sul territorio nazionale, la Polizia di Stato e la Guardia di finanza» hanno arrestato «75 persone, variamente responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, intestazione fittizia, associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari ed esercizio abusivo di giochi e scommesse».
MSC/Agipro

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