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Ultimo aggiornamento il 30/03/2020 alle ore 11:46

Attualità e Politica

15/01/2020 | 12:45

Report Astro-Cgia, Giuliani (Dirigente apparecchi Adm): “Aumenta collaborazione con Guardia di Finanza e Sogei per lotta a gioco illegale”

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Report Astro Cgia Giuliani Dirigente apparecchi Adm

ROMA - La guerra al gioco illegale è quotidiana, ha sottolineato il dirigente dell’Agenzia delle Dogane Antonio Giuliani, anche se è difficile stabilire con esattezza se il fenomeno è in crescita. «È chiaro che laddove il gioco legale non c’è, si inseriscono business non autorizzati. Noi abbiamo messo a disposizione degli enti locali lo strumento Smart per verificare il funzionamento degli apparecchi. Abbiamo un caso, nell’area crotonese, dove addirittura non appaiono punti gioco anche se è difficile pensare che non si giochi in quella zona. Aumenta piuttosto tra alcuni gestori la tendenza a rischiare, alcuni esercizi commerciali possono trasformarsi in punti collegati a settori illegali.  La Gdf ha aumentato i controlli, la collaborazione con Agenzia delle Dogane e Sogei è migliorata. Dalle ispezioni emergono spesso irregolarità, segnale chiaro che la pressione del gioco illegale esiste. Si è cercato nel corso degli anni di ridurre il perimetro dell’illegalità, grazie a questa strategia l’amministrazione è ormai in grado di vedere in tempo reale tutte le giocate» ha aggiunto.  Commentando il fenomeno della ludopatia, Giuliani ha sottolineato che è ora di adottare regole che consentano di «mettere insieme le esigenze del gioco pubblico con il contrasto al gioco problematico. Si sta tentando di intervenire, anche attraverso il decreto awpr inviato a Bruxelles, per limitare il fenomeno del gioco problematico e tutelare il giocatore attraverso slot machine più sicure. A proposito di formazione degli operatori, Astro fa corsi da anni e proprio con Adm sta formando le forze di polizia. Secondo me dobbiamo intervenire sulla ludopatia e non sul gioco pubblico: dal punto di osservazione dell’amministrazione che gestisce il settore, posso dire che non ho evidenza che le norme in vigore stiano riducendo l’impatto del fenomeno della dipendenza dal gaming». 
NT/Agipro

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