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Ultimo aggiornamento il 29/06/2026 alle ore 16:50

Attualità e Politica

29/06/2026 | 14:51

Riordino giochi, Vaccari (Pd) critico con il Governo: “Nessun confronto con associazioni di settore e poca attenzione alla tutela della salute: la riforma sarà rinviata”

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Riordino giochi Vaccari (Pd) critico con il Governo: “Nessun confronto con associazioni di settore e poca attenzione alla tutela della salute: la riforma sarà rinviata”

ROMA - Piovono critiche del Partito Democratico sul metodo seguito dal Governo nella predisposizione della bozza di riforma dei giochi retail. Secondo il deputato Stefano Vaccari, intervenuto nel webinar “Gioco d’azzardo: il rebus normativo e le esigenze dei territori”, promosso da Avviso Pubblico in collaborazione con la Regione Veneto, “il testo sarebbe stato elaborato senza un reale confronto con le associazioni rappresentative del settore”. Vaccari ha riferito di una consultazione svolta attraverso incontri separati con i singoli soggetti, anziché mediante un tavolo comune che avrebbe consentito un autentico dibattito. Proprio alla luce delle divisioni emerse anche all’interno della stessa maggioranza, Vaccari ha affermato che “il riordino non vedrà la luce nei prossimi mesi” e, rivolgendosi al leghista De Bertoldi presente al webinar, ha proposto una scommessa su un’ulteriore proroga delle concessioni, passaggio obbligato per il rinvio della riforma al prossimo Governo che uscirà dalle elezioni del 2027. Pur condividendo la necessità di una disciplina nazionale uniforme, Vaccari ha detto che il riordino “non può limitarsi agli aspetti economici o amministrativi, ma deve considerare anche gli effetti sociali e sanitari del fenomeno”. Il Governo, secondo il deputato Pd, ha sbagliato a considerare come unico vero obiettivo “l’invarianza del gettito erariale” prevista nella delega fiscale, senza affrontare con altrettanta decisione gli aspetti di prevenzione e di tutela della salute. Ha infine richiamato anche il tema della pubblicità del gioco, sostenendo che il divieto introdotto dal decreto Dignità continua a essere aggirato.

NT/Agipro

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