Attualità e Politica
07/02/2024 | 19:20
07/02/2024 | 19:20
ROMA – Distribuzione equilibrata del gioco fisico, compartecipazione di Regioni e Province al gettito e valorizzazione degli esercenti. Sono solo alcuni dei punti illustrati dalle associazioni As.Tro, Acadi, EGP e Sapar nelle audizioni in Commissione Finanze al Senato sul decreto di riordino dei giochi online. Nel documento congiunto presentato dalle associazioni, infatti, sono contenute alcune richieste volte a ottenere “un equo contemperamento di tutti gli interessi costituzionali incidenti sull'offerta di gioco”. L'auspicio espresso dai rappresentanti degli operatori è innanzitutto quello che al riordino del settore online segua immediatamente quello del fisico, poiché le entrate erariali derivanti dal retail rappresentano nel 2023 l'89% del totale, così come la spesa legata al gioco fisico si attesta al 79% (contro il 21% dell'online).
Per questo, in vista del riordino del settore fisico, le associazioni chiedono che il decreto in questione “preveda una distribuzione del gioco fisico equilibrata, che tenga ugualmente conto della potenziale rischiosità di tutti i giochi in denaro, anche se offerti in uno dei circuiti legali”. Una distribuzione che va fatta tenendo conto delle tipologie di esercizi e di prodotti, e “con chiara delimitazione tra canale fisico e canale online, ferme le esigenze di ricarica dei conti di gioco online anche nei punti vendita, per rispondere alla domanda di multicanalità”. Si chiede poi che “siano riconosciuti a livello legislativo tutti i ruoli delle verticali distributiva delle filiere, incluso quello delle aziende di gestione degli apparecchi AWP che garantiscono la maggior parte degli introiti erariali afferenti al gioco pubblico”. Altri due punti presenti nel documento sono la valutazione delle “migliori soluzioni di prevenzione guardando alle dimensioni effettive di consumo di gioco del 2023” e la valorizzazione delle “responsabilità e le azioni degli esercenti e delle reti telematiche di controllo”. Infine, le associazioni auspicano “nel quadro di un’Intesa in Conferenza Unificata la definizione di forme di compartecipazione delle Regioni e Province autonome (ed all’interno di esse, dei Comuni) al gettito di tutti i prodotti di gioco regolamentati, compresi quelli a distanza”.
L'ANTICIPAZIONE DEL RIORDINO ONLINE – Sulla scelta di anticipare il riordino del settore online, il documento spiega che esso equivale attualmente “al 20% del valore del mercato legale (spesa del giocatore) e al 10% delle entrate erariali ma almeno al 50% del valore del mercato "nero", sommerso e sottoposto alla concorrenza mondiale nel web”.
Inoltre, lo schema di riordino approvato dal Consiglio dei Ministri:
1) eleva molto il livello finanziario richiesto per l’esercizio delle concessioni online di futura assegnazione (alzando inevitabilmente barriere all’ingresso di piccole e medie imprese ed espellendo dal mercato decine di operatori Italiani);
2) regolamenta severamente le ricariche in contanti dei conti di gioco online presso i punti vendita nel territorio, favorendo l’utilizzo di strumenti tracciabili;
3) in particolare, richiede il divieto per i prestatori di servizi di pagamento della gestione di operazioni a favore o per conto di soggetti privi delle concessioni per i giochi.
Quanto alla crescita del mercato online e alla contrazione di quello fisico, il documento segnala che “nel periodo dal 2017 al 2021 vi sono stati ben sei progressivi aumenti di aliquota fiscale sugli apparecchi (PREU) con conseguente riduzione del margine di filiera di ben oltre il 30%, senza considerare i quasi 12 mesi di annullamento dei ricavi per l’emergenza pandemica”.
RED/Agipro
Foto Credits Paul Hermans CC BY-SA 3.0
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