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Attualità e Politica

14/02/2018 | 11:13

Scommesse, Cassazione: assolti dirigenti Stanleybet, rapporti commerciali non implicano coinvolgimento in reati

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Scommesse Cassazione Stanleybet

ROMA - L’esistenza di rapporti commerciali con i titolari di punti centri trasmissione scommesse, non implica l’organizzazione di gioco d’azzardo per i dirigenti di compagnie estere non autorizzate in Italia. E’ quanto si legge in una sentenza della Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione, che ha annullato senza rinvio i provvedimenti presi dalla Corte di Appello di Ancona nei confronti di due rappresentanti di Stanleybet Malta, assistiti dall'avvocato Daniela Agnello, a cui veniva contestata l’organizzazione di gioco d’azzardo in solido con il titolare di un punto non autorizzato a Recanati. In particolare al titolare del punto si addebita l’offerta di scommesse (anche in modalità virtual) senza aver mai presentato richiesta di autorizzazione alla Questura. I due dirigenti però “non risulta abbiano avuto contatti diretti” con il titolare, si legge nella sentenza, “l’estensione dell’addebito penale anche ai dirigenti della Stanleybet è avvenuta in maniera indebita e non adeguatamente motivata” e il loro coinvolgimento è scaturito “unicamente dal mero accertamento delle loro cariche formali ricoperte nella società”. Confermata invece la condanna per raccolta non autorizzata per il titolare del centro, mentre risultano prescritti altri reati contestati per intervenuta prescrizione.
PG/Agipro

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