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Ultimo aggiornamento il 26/09/2018 alle ore 13:20

Attualità e Politica

27/08/2018 | 13:43

Scommesse, Cassazione: “Raccolta abusiva va dimostrata, non basta presenza di terminali”

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Scommesse Cassazione

ROMA - La raccolta abusiva di scommesse e altri giochi d’azzardo effettuata tramite «apparecchi automatici», come totem o terminali, può essere contestata quando si accerta «lo svolgimento effettivo del gioco», mentre non basta che una apparecchiatura sia «potenzialmente utilizzabile»: è quanto ha stabilito la Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione, che ha annullato con rinvio ad altra sezione una sentenza della Corte di Appello di Palermo, relativa alla contestazione di gioco d’azzardo nei confronti del titolare di una sala giochi di Trapani.

Secondo i giudici della Cassazione, la Corte d’Appello «è pervenuta alla responsabilità dell’imputato» in modo illogico, basandosi su «indizi di attività illecite», che però forniscono solo «elementi di sospetto: oltre alla presenza dei terminali, potenzialmente utilizzabili per accedere a piattaforme di gioco illegali, «la prova di tale attività» di raccolta abusiva «è stata, infatti, tratta dalla condotta dell’imputato», che nel corso dei controlli avrebbe effettuato «non meglio accertate operazioni sulla tastiera del personal computer che stava utilizzando in quel momento», dal sequestro di 175 euro in contanti e di altri 5 euro in un lettore ottico e dalla «cancellazione automatica della cronologia della navigazione in rete di ciascun computer».

Ritenere proprio quest’ultimo indizio come la dimostrazione del reato è una considerazione che «risulta illogica». I giudici di appello, si legge ancora nella sentenza della Cassazione, «non hanno completato il procedimento di valutazione degli elementi indiziari», mancando di esaminarli «nel loro complesso e soprattutto di considerarne le ambiguità, e cioè le possibili letture alternative, con la conseguente sussistenza del vizio di motivazione».

PG/Agipro

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