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Attualità e Politica

08/02/2019 | 11:39

Scommesse, Cassazione: raccolta abusiva deve essere provata, non bastano solo “indizi”

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Scommesse Cassazione raccolta abusiva

ROMA - La raccolta abusiva di scommesse va provata con elementi solidi, non bastano degli indizi per stabilire la colpevolezza oltre il ragionevole dubbio. È quanto si legge nella sentenza della Terza Sezione della Corte di Cassazione che ha respinto il ricorso della Procura di Palermo, dichiarandolo inammissibile, contro la decisione della Corte d’Appello palermitana che ha assolto i titolari di un centro scommesse collegato a un bookmaker estero non autorizzato, confermando quanto già deciso in primo grado dal Tribunale di Agrigento. Al momento dei controlli nel centro, come rilevato nelle sentenze di primo e secondo grado, non erano stati riscontrati clienti intenti a scommettere, né scontrini o ricevute di giocate, non erano stati inoltre effettuati controlli su eventuali puntate in “intermediazione”, né alcuno degli imputati stava raccogliendo denaro al momento del controllo.

Gli unici elementi di una presunta intermediazione erano alcuni fogli con i risultati di eventi sportivi e una stampante per scontrini, valutati dalla Corte di Appello come elementi di «natura indiziaria» che non permettono il «ribaltamento della pronuncia». Il ricorso della Procura non può dunque essere accolto dalla Cassazione, visto che si contesta «il modo con cui la Corte di appello ha valutato le prove stesse, proponendone, di fatto, una lettura alternativa». Il Pubblico Ministero «sollecita di fatto il sindacato di questa Corte sulla tenuta logica della motivazione e sulla possibilità di una lettura alternativa», senza però spiegare l’illogicità della decisione della Corte d’Appello.

PG/Agipro

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