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21/11/2018 | 12:32

Scommesse illegali, Ruis (Gdf Catania): “Indagini dal 2011, arresti contro pericolo di fuga e inquinamento prove”

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Scommesse illegali Catania Ruis Gdf

ROMA - Una mole di lavoro ingente, con indagini che abbracciano un periodi che va «dal 2011 al 2018, con quattro associazioni a delinquere che funzionavano autonomamente, una con carattere mafioso, le altre aggravate da agevolazione mafiosa». E’ quanto spiega ad Agipronews il Tenente Colonnello Francesco Ruis, Comandante del Nucleo di Polizia Economico - Finanziaria di Catania, in merito all’operazione di contrasto alle scommesse illegali, che ha portato oggi all’arresto di 21 persone. Il materiale d’indagine «era tanto, c’erano valutazioni da fare su alcuni soggetti per i quali era più grave il pericolo di inquinamento delle prove e pericolo di fuga, per questi presupposti sono arrivati provvedimenti a più “ondate”», spiega ancora il Tenente Colonnello, con l’operazione di oggi che prosegue il lavoro iniziato mercoledì scorso. «Si tratta di una operazione unica rispetto a quella della scorsa settimana coordinata della procura nazionale, mentre lunedì c’è stata una operazione della Polizia di stato, ma autonoma rispetto all’intervento che abbiamo effettuato oggi insieme all’Arma dei Carabinieri».

Un intervento a più “ondate” dovuto «a esigenze di tutela, si doveva valutare un ingente materiale probatorio con i tempi giusti, per dare modo agli uffici della Procura e del Gip di organizzare il lavoro».

Il Tenente Colonnello Ruis conferma ancora una volta come «dai dati raccolti e dagli elementi investigativi si evidenzia che i clan hanno un interesse diretto nel settore, anche perché garantisce profitti notevoli con rischi sanzionatori molto bassi». Le attività illecite che avevano diramazioni in più zone d’Italia e i clan di Catania che intessevano «rapporti con i trapanesi, con i clan di Napoli, ma anche pugliesi e calabresi, come rapporti evidenziato dalle attività coordinate delle procure».

PG/Agipro

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