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Attualità e Politica

15/11/2018 | 17:00

Scommesse illegali, STS-FIT: "Inchiesta DNA una liberazione per le aziende sane, ora si rifletta sui danni del proibizionismo"

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Scommesse illegali STS FIT Inchiesta DNA

ROMA - «L’attività con la quale la Guardia di Finanza ha smantellato un giro di scommesse clandestine online che aveva raggiunto la ragguardevole cifra di quattro miliardi rappresenta, per la rete legale di gioco una vera liberazione». Così Giorgio Pastorino, Presidente Nazionale del Sindacato Totoricevitori Sportivi commenta la vasta operazione delle Fiamme Gialle condotta in collaborazione con le Procure di Bari, Reggio Calabria e Catania. «Questa azione dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che il proibizionismo non paga perché, mentre colpisce mortalmente la rete di raccolta legale, favorisce la moderna criminalità organizzata. A questo proposito - continua Pastorino - voglio sottolineare quanto dichiarato dal Procuratore Nazionale Antimafia, De Raho, il quale, dall’alto della sua esperienza, ha affermato che in un settore così delicato come quello dei giochi e delle scommesse limitazioni che sfociano nel proibizionismo sono inutili. Servono, piuttosto, controlli, formazione del personale e informazione trasparente».
«A nome di tutta la categoria esprimo massimo apprezzamento per l’operazione eseguita dalle Procure di Reggio Calabria, Catania e Bari coordinate dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo», aggiunge Giovanni Risso, Presidente Nazionale della Federazione Italiana Tabaccai. «Il mercato illegale del gioco rischia di sopraffare la nostra rete legale di raccolta, sottraendo risorse alle nostre aziende e allo Stato. Ecco perché è vitale salvaguardare la nostra rete, piuttosto che affossarla con misure restrittive come i distanziometri e i limiti orari», conclude Risso. «Tutelare la rete di gioco pubblico legale - chiude Giorgio Pastorino - equivale a togliere terreno alla criminalità. È la legalità il primo baluardo al malaffare».
RED/Agipro

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