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Ultimo aggiornamento il 13/12/2018 alle ore 17:57

Attualità e Politica

14/11/2018 | 12:15

Scommesse online illegali, 28 arresti a Catania: sequestrati 46 punti scommesse e beni per 70 milioni

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Scommesse online illegal catania

ROMA - Nell'ambito della maxi-inchiesta sulle scommesse online illegali, la Procura distrettuale di Catania ha disposto il fermo per 28 persone, tra cui esponenti dei clan mafiosi Santapaola-Ercolano e Cappello, dedite al controllo illecito del mercato delle scommesse sportive e dei giochi esercitati attraverso rete telematica e raccolte da banco. I reati contestati sono quelli di associazione mafiosa, di associazione a delinquere, a carattere transnazionale, finalizzata all’illecito esercizio sul territorio nazionale di giochi e scommesse sportive di riciclaggio, di autoriciclaggio, di intestazione fittizia di beni, di truffa a danno dello Stato, di omessa e infedele dichiarazione dei redditi e reati aggravati dalla finalità di agevolazione dell’associazione di stampo mafioso.

Sono stati eseguiti sequestri preventivi di beni per un valore di circa 70 milioni di euro, localizzati sia in Italia che all’estero, nonché di 46 agenzie di scommesse/internet point nelle province di Catania, Messina, Siracusa, Caltanissetta e Ragusa. In particolare, la Guardia di Finanza di Catania, con l’ausilio del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.), ha dato esecuzione a sequestri preventivi finalizzati alla confisca, anche per “sproporzione”, di un patrimonio complessivo dell’ingente valore sopra indicato in virtù di approfondite indagini economico-finanziarie condotte da questa stessa Forza di Polizia e con l’attivazione dei canali di cooperazione internazionale giudiziaria e di polizia che hanno consentito di individuare e sequestrare circa un centinaio di rapporti bancari e conti correnti accesi in Italia e nelle Isole di Man, mentre altrettanti conti correnti e depositi bancari sono stati individuati in altri Paesi. 

Le indagini sono state distinte ed autonome tra loro, ma coordinate da questa Procura secondo un unico progetto investigativo che prevedeva la suddivisione delle aree di intervento in modo che Guardia di Finanza e Carabinieri si occupassero delle attività illecite facenti capo ad esponenti di spicco della famiglia catanese di Cosa Nostra ed in particolare a Carmelo, Giuseppe e Gabriele Placenti, la cui attività criminale - per conto della famiglia Santapaola Ercolano, anche in settori diversi da quello del gaming online - era già ben nota ai militari dell’Arma, mentre la Polizia di Stato seguiva le attività illecite riconducibili ad esponenti di rilievo del clan Cappello.

Le indagini si sono avvalse tutte, oltre che di attività tecniche e dinamiche, del contributo di un collaboratore di giustizia che era stato, grazie alle proprie competenze tecniche specifiche, l’ideatore della struttura organizzativa utilizzata dai predetti sodalizi mafiosi per operare nel settore e che è stato quindi in grado di fornire la chiave di lettura idonea a disvelare il sistema illecito, una volta che ha deciso di collaborare con la giustizia per sottrarsi al controllo delle predette organizzazioni che non gli avrebbero mai consentito di uscire da tale sistema che procurava loro ingenti profitti derivanti da un volume di scommesse, quantificato dalla Guardia di Finanza di Catania, con l’ausilio di esperti del Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche di Roma, solo per il sito web “revolutionbet365.com" in circa venti milioni di euro per il periodo dall’ottobre del 2016 al giugno del 2017, volume di scommesse del tutto sconosciuto all’Erario. Tale attività criminale ha assicurato ai sodalizi mafiosi catanesi un profitto complessivo di oltre 50 milioni di euro tra il 2011 e il 2017.

Le agenzie di scommesse controllate direttamente o indirettamente dai predetti sodalizi mafiosi simulavano un’attività di trasmissione dati per la raccolta online di scommesse, ma in realtà operavano la tradizionale raccolta “da banco” per contanti. La riconducibilità ai sodalizi mafiosi di tali agenzie veniva schermata attraverso un reticolo di società estere (localizzate principalmente nelle Antille Olandesi a Curaçao) amministrate da prestanome, che permetteva alle consorterie criminali di riciclare, anche attraverso il passaggio di denaro sui conti correnti accesi in Paesi non cooperativi, i guadagni illecitamente conseguiti. 

Il gruppo Placenti, attraverso il sito revolutionbet, aveva compiuto un autentico salto imprenditoriale assurgendo al primario ruolo di bookmaker in grado di imporsi nel mercato regionale del gaming con una rete commerciale di 8 "master" sotto i quali hanno operato 28 commerciali, 7 sub-commerciali e 20 "presentatori". I Placenti avevano così messo a frutto il ruolo di "master" ricoperto negli anni 2011 -2015 nell’area catanese per conto del noto marchio PlanetWin365. Nello specifico, Carlo Paolo Tavarelli e Ivana Ivanovich, negli anni “pre-sanatoria” dal 2011 al 2015, responsabili dei settori vendita e marketing, nonché titolari di quote societarie della holding SKS365, attiva in Italia con il brand PlanetWin365, promuovevano e alimentavano una parallela rete Planet per l’esercizio abusivo di giochi e scommesse che avveniva sia attraverso la raccolta “da banco”, non consentita ai punti di commercializzazione (PDC), che mediante la creazione e il funzionamento di siti web paralleli (quelli con estensione .com) affidati alla gestione di un esperto informatico (ora collaboratore di giustizia), quale “master” per la Sicilia, e ai fratelli Placenti, quali “master” per l’area catanese. Gli ingenti guadagni originati dall’attività organizzata di raccolta delle scommesse, sono stati reintrodotti dalle compagini criminali nel circuito economico legale mediante l’acquisizione di svariate attività commerciali, la maggior parte delle quali operative nel gaming avente la loro sede non solo in Italia ma anche all’estero.

Le indagini hanno consentito di accertare che gli interessi del clan Cappello nel settore del gaming online clandestino venivano curati, sul versante catanese, da Giovanni Orazio Castiglia, legato da rapporti diretti di parentela a Salvatore Massimiliano Salvo, esponente di vertice del clan, mentre sul versante siracusano emergeva la figura dell’imprenditore Antonino Iacono. Castiglia è ritenuto organizzatore e direttore dell’associazione per delinquere, promossa da Salvo (al quale è contestato il ruolo di capo promotore), finalizzata all’esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse, alla truffa aggravata ai danni dello Stato, al riciclaggio e all’autoriciclaggio, all’intestazione fittizia di beni attraverso l’illecito esercizio dell’attività di giochi e scommesse a distanza, riconducibili a società operanti all’estero (Albania, Romania e Malta) in violazione della normativa di settore, di quella fiscale, anti-riciclaggio, ovvero attraverso la creazione di diverse reti di gioco online finalizzate alla raccolta abusiva di scommesse su eventi sportivi ed al gioco d’azzardo.

In particolare, si fa riferimento alla rete operante su siti con estensione “.com” denominati Futurebet, Futurebet2021, Future2bet2021, Betworld365, Betcom29, Betcom72, non autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, tutti operanti su server esteri (Malta, Austria, Inghilterra), utilizzati all’interno di sale scommesse, internet point, CTD ed esercizi commerciali. Tali attività, in alcuni casi, erano fittiziamente intestate a soggetti compiacenti. 

A Castiglia è stato contestato il reato di concorso esterno nell’associazione mafiosa Cappello perché, pur non essendo stabilmente inserito nel sodalizio, contribuiva sistematicamente e consapevolmente alla realizzazione di talune attività ed al raggiungimento degli scopi del clan, avendo organizzato e garantito la diffusione sul territorio di Catania e Siracusa della rete necessaria per realizzare i giochi online, acquisendo agenzie, dirigendo i master e gli agenti, gestendo il flusso di denaro necessario per le vincite, in tal modo fornendo un contributo causale di rilievo per il mantenimento e la realizzazione degli interessi del predetto clan mafioso. Castiglia e Iacono, inoltre, sono ritenuti organizzatori e direttori anche di una ulteriore associazione a delinquere - anch’essa facente capo al leader promotore Salvo - che in termini e modalità del tutto speculari rispetto a quella prima citata, operava specialmente nelle province di Siracusa e Ragusa nella raccolta abusiva di scommesse online tramite i siti con estensione “.com” denominati Premierwin365, Special2bet, Goplay33, Racing dogs, betcom29.com, Stanleybet, anch’essi mutevoli in ragione degli interventi di oscuramento da parte dell’Autorità amministrativa, non autorizzati dai Monopoli e tutti operanti su server esteri (Malta, Austria, Inghilterra).

RED/Agipro

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