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Attualità e Politica

14/11/2018 | 13:15

Scommesse illegali, Bari: 22 arresti e sequestro di beni per 200 milioni di euro

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Scommesse online illegali Bari

ROMA - La Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Bari, in sinergia con gli specialisti della Guardia di Finanza del GICO di Bari e dello SCICO di Roma, a seguito di una attività investigativa iniziata nel luglio 2015, ha eseguito l'arresto di 22 persone nell'ambito della maxi-inchiesta sulle scommesse illegali online e il sequestro preventivo di beni per circa 200 milioni di euro. Secondo la procura di Bari, questa è l’indagine che, per la prima volta, certifica la radicale evoluzione in chiave economico finanziaria di quelli che sono, sul piano strategico, i nuovi ambiziosi obbiettivi della criminalità organizzata barese. Non più semplice attività di riciclaggio, ora si entra in maniera prepotente e spregiudicata nei settori di avanguardia del mercato economico globale e lo si fa da protagonisti, con investimenti diretti verso un settore altamente strategico quale quello delle scommesse e del gioco d’azzardo: un ambito che, proprio grazie alle nuove tecnologie e alla globalizzazione, è oggi capace di generare profitti straordinariamente significativi. Un mercato, quello delle scommesse illegali, che, soprattutto attraverso il settore online, attira milioni di utenti con possibilità di enormi profitti non tracciabili. Da Malta a Curacao, passando per le Isole Vergini e le Seychelles: oltre 1 miliardo di euro sono stati movimentati a colpi di “clic” da questa associazione criminale che si è strutturata come una vera e propria “multinazionale” delle scommesse, pur mantenendo il suo cuore pulsante e il suo centro di potere all’interno di un contesto familiare direttamente riconducibile ai Martiradonna.

Promotore di questa vasta organizzazione è senza dubbio Vito Martiradonna, più noto alle cronache giudiziarie con il nomignolo di “Vitin lEnèl”, già condannato per il delitto di associazione di tipo mafioso insieme al boss ergastolano al 41 bis Tonino Capriati nel processo “Borgo Antico”, significativamente definito in quella sentenza come “cassiere” del clan. Da cassiere a bookmaker: questo è oggi il grande salto di qualità di Martiradonna, reso possibile dal decisivo contributo della nuova generazione di famiglia e, in particolare, dalle straordinarie competenze tecniche acquisite nel settore delle scommesse da Francesco Martiradonna, supportato dai suoi fratelli Michele e Mariano: sono i figli di Vito Martiradonna. Il processo di espansione territoriale di questa impresa criminale ha portato alla costruzione di una complessa e articolata rete associativa, strutturata attraverso una rete “capillare” di società ubicate nei paradisi fiscali, a loro volta schermate da trust e fiduciarie, con un assetto piramidale che vede saldi al vertice i Martiradonna e che si sviluppa in linea discendente attraverso la vasta filiera dei master, degli agenti e sub-agenti: sono loro quella vasta “zona grigia” di figure intermodali che hanno il compito di acquisire “pezzi di territorio” e fidelizzare il cliente/scommettitore proponendo delle quote più favorevoli.
Un sistema completamente illegale e sconosciuto al fisco che, proprio grazie alla complessa articolazione degli assetti societari, ha oramai assunto una proiezione transnazionale, conseguendo importanti spazi commerciali anche in altre nazioni come Brasile, Colombia, Nigeria, Romania, Vietnam, Panama, Paraguay Argentina, Russia, solo per citarne alcune, in cui il rischio, anche a causa di una legislazione poco incisiva sotto il profilo punitivo, è nullo se confrontato con gli enormi profitti, ammontanti a centinaia di milioni di euro. Ed è proprio il tema dei profitti l’altro importante capitolo sviluppato e approfondito nell’ambito di questa indagine: si è riusciti, grazie a mirate indagini economico-patrimoniali, ad individuare e a porre sotto sequestro i significativi investimenti economico-patrimoniali effettuati, nel corso del tempo, dai Martiradonna e dai Parisi attraverso un’articolata trama di intestazioni fittizie.
RED/Agipro

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