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Ultimo aggiornamento il 17/02/2018 alle ore 20:49

Attualità e Politica

06/02/2018 | 15:29

Slot ad Ancona: regolamento comunale, si attendono chiarimenti dalla Regione

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Slot Ancona

ROMA - «Stiamo lavorando a un regolamento che rispetti gli imprenditori, ma limiti il più possibile le opportunità che il gioco d'azzardo diventi motivo di dipendenza. In questi anni ci siamo impegnati nell'attività di prevenzione, svolta anche nelle scuole, perché sempre più giovani si avvicinano al gioco. Il Governo ha messo sul tavolo finanziamenti importanti per la formazione degli operatori». E’ quanto ha detto Emma Capogrossi, Assessore alla sanità e ai servizi sociali del Comune di Ancona, in un’intervista al Corriere Adriatico.

«Il Comune si sta adeguando a una legge già in vigore - dice ancora l’assessore - aspettiamo che la Regione ci fornisca un'autentica interpretazione dell'articolo che ha generato discussione (quello sugli orari di funzionamento degli apparecchi, ndr) e poi emaneremo il regolamento. E il giorno in cui la normativa nazionale dovesse cambiare, apporteremo le dovute modifiche. Ma di sicuro non ha senso varare ora un regolamento senza un chiarimento definitivo da parte della Regione»

«Qualora il regolamento venisse approvato nella versione che abbiamo contestato in sede di audizione, inizierà un processo di espulsione del 98% del gioco lecito dalla città - evidenzia Paolo Gioacchini, vicepresidente nazionale Astro con delega per le Marche - Premesso che non lo si può considerare uno strumento idoneo al contrasto al gioco d'azzardo patologico, ad Ancona la percentuale di superficie insediabile scenderà sotto il 2%. E' una misura di fatto espulsiva di tutto il gioco a vincita, soprattutto se applicata assieme alle previste stringenti limitazioni degli orari di funzionamento degli apparecchi che non consentono di creare marginalità né ai punti generalisti primari (bar e tabacchi) che nella maggior parte dei casi avrebbero soltanto 5 ore di funzionamento degli apparecchi, e né, tantomeno, per i locali dedicati esclusivamente all’offerta di gioco.  Il proibizionismo non risolve il problema della ludopatia: il rischio è che si perdano posti di lavoro ed emerga il gioco illegale a scapito del gettito erariale e della tutela delle fasce deboli. Piuttosto, bisognerebbe investire in campagne di informazione, formazione e prevenzione, come facciamo da tempo, anche con una sinergia tra operatori, amministrazione, dipartimento delle dipendenze e associazioni di categoria».

RED/Agipro

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