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Ultimo aggiornamento il 18/10/2018 alle ore 20:47

Attualità e Politica

19/07/2018 | 13:30

Slot, nuovi requisiti per i concessionari: torna in Consiglio di Stato il caso Global Starnet

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Slot Consiglio di Stato Global Starnet

ROMA - Nuovo capitolo in Consiglio di Stato per il ricorso presentato da Global Starnet sui nuovi e più stringenti requisiti per i concessionari slot previsti dalla legge di stabilità 2011. Dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea - chiamata in causa proprio da Palazzo Spada - il caso torna al vaglio dei giudici amministrativi. In ballo, la gestione delle macchine in base alle disposizioni contenute nella vecchia concessione, anche dopo la nuova convenzione diventata operativa nel 2013.
A fine 2017, la Corte di Giustizia Europea ha stabilito che i nuovi requisiti richiesti in Italia con la legge di stabilità del 2011 non sono in conflitto con la normativa europea, ma solo se rispettano alcune condizioni: una legge come quella in questione è compatibile con il diritto dell’Unione, purché «sia giustificata da obiettivi «imperativi d’interesse generale» e «imponga, per raggiungere tali obiettivi, il minor sacrificio possibile dei diritti dei concessionari». La sentenza della Corte Ue stabilisce inoltre che le nuove condizioni imposte ai concessionari diventano un ostacolo alle libertà di stabilimento e di prestazione dei servizi se limitano i ritorni sugli investimenti. Il Consiglio di Stato dovrà dunque decidere se i nuovi requisiti sono giustificati da motivi d’interesse generale e se sono proporzionati.

Secondo la società, però, i criteri di proporzionalità non sono stati rispettati: nell'udienza di oggi in Quarta sezione, i legali del concessionario hanno ricordato che le nuove disposizioni sono arrivate quando Global Starnet aveva appena finito di indebitarsi per 180 milioni di euro per acquistare i diritti di installazione delle vlt. Sono stati inoltre contestati i "parametri illogici e arbitrari" utilizzati dai Monopoli per dare attuazione alla legge di stabilità, soprattutto per quando riguarda il rapporto di indebitamento e sulla solidità patrimoniale. Punti di criticità e "dubbi interpretativi" sono stati infine mossi anche sugli indicatori utilizzati nell'atto integrativo dell'Ammnistrazione.  La sentenza del Consiglio di Stato è attesa nei prossimi due mesi.

LL/Agipro

 

 

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