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Ultimo aggiornamento il 23/05/2018 alle ore 16:11

Attualità e Politica

04/12/2017 | 14:11

Slot in Piemonte, Astro: “I sindaci chiedono chiarezza sui luoghi sensibili, la Regione li ascolti”

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Slot Piemonte Astro

ROMA - Sempre più sindaci in Piemonte “stanno evidenziando come la mappatura dei luoghi sensibili sia un atto dovuto nei confronti della cittadinanza che ha attività commerciali sul territorio”, chi gestisce i locali dove sono installate le slot deve avere “l’opportunità di verificare e affrontare, in un legittimo contraddittorio, la procedura attraverso la quale si sono individuati i luoghi e i percorsi pedonali di interdizione, magari anche al solo fine di programmare un’eventuale spostamento dell’attività commerciale, o avviare per tempo le pratiche di rimozione”. E’ quanto si legge in una nota dell’associazione Astro che sottolinea come “quando è un Sindaco a constatare che l’applicazione di una Legge Regionale, come quella relativa all’abolizione degli apparecchi leciti, è di complessa realizzazione nell’ambito di un’azione amministrativa comunale lineare e trasparente, bisogna prenderne atto, ma soprattutto non si può più relegare ogni riflessione sull’argomento alle fumose categorie della schermaglia politica centro-periferia”.

Astro ribadisce che la mappatura sarebbe dovuta essere completata entro “18 mesi di tempo”, utili a “dotare ogni comune di una planimetria ufficiale e tecnicamente conforme alle leggi urbanistiche, da esibire – con anticipo e pubblicità legale – a tutti i cittadini”.

“Che senso ha sanzionare un esercizio che oggi confina con un bancomat, se nessuno sa se lo sportello è stato aperto prima o dopo la legge regionale - si legge ancora - e se nessuno sa se il luogo sensibile ha legittimamente forza espulsiva anche se aperto dopo la legge regionale, e se nessuno sa se anche le prossime aperture (o spostamenti) degli sportelli bancomat (come anche degli ambulatori o di certi centri di aggregazione) muteranno la geografia del gioco lecito?”.

“Alcuni Sindaci, pertanto, chiedono semplicemente alla Regione di assumersi la responsabilità di una attività legislativa incompleta, ponendovi rimedio con opportune attività della Giunta, e di rispondere a chi di competenza della propria scelta politica di espellere dal territorio regionale un’attività che lo Stato reputa lecita, che lo Stato ha originariamente autorizzato, e che lo Stato ritiene di aver regolamentato in accordo con la regione stessa nei termini dell’intesa sottoscritta il 7 settembre scorso. Anche dal punto di vista politico, infatti, non è corretto riversare sui sindaci, che dovranno gestire la desertificazione commerciale post abolizione del gioco lecito, il peso di un dissenso e di una contrarietà generati da equilibri interni del consiglio regionale. Se è ingiusto che lo Stato riversi sulla periferia solo gli oneri del gioco lecito, riservandosi tutti gli utili, è anche ingiusto che all’ultima ramificazione dell’Amministrazione Territoriale, ai Comuni, siano addossate tutte le responsabilità e gli oneri della contrapposizione con il Governo in materia di gioco”.

RED/Agipro

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