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Ultimo aggiornamento il 19/07/2018 alle ore 20:37

Attualità e Politica

21/06/2018 | 17:14

Slot in Piemonte, Cassiani (Pd): “Norma regionale inefficace, nessuna strategia per contrastare illegalità e ludopatia”

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Slot Piemonte Cassiani Pd

ROMA – La legge regionale piemontese «di contrasto e prevenzione alla diffusione del gioco d’azzardo patologico, approvata nel maggio 2016», insieme al piano operativo delle attività per contenere il fenomeno «a distanza di tempo, sembra abbiano sortito l’effetto contrario». E’ quanto ha spiegato il Consigliere regionale del Gruppo Pd Luca Cassiani, che ha oggi presentato una interrogazione a risposta immediata.

«L’introduzione, a livello regionale, di norme fortemente restrittive – dice Cassiani – ha generato, a fronte di una modesta flessione del volume complessivo di giocate (3,8%, se si confronta l’ultimo quadrimestre 2017 con il primo quadrimestre 2018), ha avuto impatto esclusivamente sulle slot, mentre la Guardia di Finanza ha, di recente, accertato un notevole e preoccupante incremento di totem illegali, nonché di macchine slot non collegate legalmente all’Agenzia delle dogane e dei monopoli e uno sviluppo, ancora più preoccupante, del gioco online domestico che può indurre dipendenza con maggiore facilità».

Nell’interrogazione Cassiani ha chiesto «all’Assessore competente come giudichi gli effetti prodotti da una normativa regionale in materia che si è distinta per un carattere fortemente espulsivo della filiera del gioco legale e che non sembra aver ottenuto, nella nostra Regione, benefici evidenti in termini di contributo alla prevenzione del gioco d’azzardo patologico e alla tutela degli individui maggiormente vulnerabili, favorendo, invece, il proliferare di forme di gioco illegale, spesso controllate dalla criminalità organizzata».

«A distanza di sei mesi dall’entrata in vigore della normativa, con il settore del gioco legale in ginocchio e con la criminalità che aggredisce quotidianamente gli spazi lasciati liberi – ha concluso Cassiani – non posso essere soddisfatto dalla risposta dell’Assessore Pentenero che non prefigura alcuna strategia per il contrasto alla criminalità e rinvia a dopo le ferie il confronto su un tema che, invece, richiede un immediato intervento. Non abbiamo più tempo. Le imprese, le attività, gli esercizi commerciali, tutto l’indotto che paga le tasse viene penalizzato e sta morendo. Nel frattempo, il mondo della criminalità sta agendo indisturbato, si sta arricchendo e sta distruggendo individui e famiglie».

RED/Agipro

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