Attualità e Politica
15/02/2021 | 19:16
15/02/2021 | 19:16
ROMA - «Già dall’agosto del 2020, i tabaccai del Trentino hanno rimosso le slot, subendo per questo una considerevole perdita di fatturato». Inoltre, la rimozione degli apparecchi «ha favorito l’aumento del gioco illegale», un aspetto che «risulta difficile da contenere come causa di dipendenza. Se c’è una domanda di gioco, è meglio che ci sia un’offerta adeguata, per non favorire le devianze». Lo ha detto Emilio Zamparelli, vicepresidente nazionale del Sindacato totoricevitori sportivi (Sts), nel corso di un'audizone nella Commissione Politiche sociali del Consiglio della provincia autonoma di Trento sulla proposta di legge presentata da Giorgio Leonardi (Forza Italia), che chiede di modificare la legge del 2015 che, lo scorso 12 agosto, ha portato allo spegnimento delle slot che si trovavano a meno di 300 metri dai luoghi sensibili. «I tabaccai - ha aggiunto Gabriele Sannicolò, presidente provinciale della Federazione italiana tabaccai (Fit) - devono frequentare ogni 9 anni un corso obbligatorio sul contrasto al gioco patologico e sono disponibili a partecipare a ulteriori iniziative di formazione per aiutare i clienti a rischio».
Per Michele Busetti del Sinagi (Sindacato nazionale giornalai d’Italia), «appena entrata in vigore la legge provinciale, si sono moltiplicati gli operatori commerciali che hanno iniziato a mettere in vendita apparecchi da gioco illegali. Segno che il vuoto lasciato dai locali che offrono giochi leciti tende a essere riempito subito da proposte di gioco illecito», ha spiegato. «Un esercente preparato sui rischi» del gioco patologico «è il primo vero baluardo per prevenire e ridurre il
problema della ludopatia», mentre «l’effetto espulsivo della legislazione attuale dirotta il giocatore problematico» verso altre offerte. Per Sinagi, bisogna garantire «la salvaguardia dell’attività di impresa, così come è doveroso tutelare la salute pubblica» e l'occupazione: «se il blocco dei licenziamenti non sarà protratto, il settore perderà centinaia di posti di lavoro diretti e nell’indotto, anche a causa della legge attuale».
RED/Agipro
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