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Ultimo aggiornamento il 28/06/2022 alle ore 21:48

Attualità e Politica

07/03/2022 | 15:07

Slot, stop ai limiti orari di Cermenate (CO): per il Tar Lombardia provvedimento vago e senza interesse pubblico

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Slot stop ai limiti orari di Cermenate (CO): per il Tar Lombardia provvedimento vago e senza interesse pubblico

ROMA - Stop ai limiti orari per slot e videolottery nel Comune di Cermenate, in provincia di Como. A stabilirlo è il Tar Lombardia dopo il caso sollevato dalla società titolare di una sala vlt. L'operatore aveva impugnato l'ordinanza sindacale del 2019, con la quale era stata limitata l'attività di sale e apparecchi da gioco a otto ore giornaliere (dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 23). Un provvedimento che però il Tar ha ritenuto fondato su presupposti troppo generici e vaghi, così come la deliberazione del Consiglio Comunale che aveva affidato al sindaco la questione. In tale documento, si legge nella sentenza pubblicata oggi, «non si dà conto di uno specifico studio che abbia analizzato il fenomeno della ludopatia in relazione alla realtà socio-territoriale del Comune di Cermenate». Gli assunti sulla presunta crescita del gioco patologico «si pongono su un piano astratto e non contestualizzato» e la stessa mancanza è stata rilevata nell'ordinanza sindacale. Il Tar precisa che «non sono in discussione gli effetti dannosi della dipendenza dal gioco», né si contesta la facoltà del Comune di regolare tali attività. Tuttavia, «il tema degli orari di apertura delle sale e di funzionamento degli apparecchi da gioco costituisce un ambito nel quale i molteplici interessi (imprenditoriale, economico-finanziario, dell'ordine e della sicurezza, della quiete pubblica e della salute pubblica) necessitano di adeguata e attenta ponderazione onde evitare che il perseguimento di uno di essi conduca ad un sacrificio sproporzionato e perciò irragionevole degli altri». Ciò implica  la necessità di una indagine attenta sul fenomeno della ludopatia, che però «non risulta essere stata condotta dall'Amministrazione». L’assenza di una adeguata istruttoria, concludono i giudici, «rende irragionevoli le determinazioni assunte circa l’orario di esercizio dei locali ove sono collocati apparecchi da gioco, non risultando alcuna evidenza del concreto interesse pubblico perseguito».
LL/Agipro

Foto Credits George Hodan CC0 1.0

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