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Ultimo aggiornamento il 18/06/2019 alle ore 21:00

Attualità e Politica

08/05/2019 | 12:44

La protesta dei tabaccai, in 10 mila a Roma: "Sui giochi un salasso, il settore è in ginocchio, chiediamo rispetto"

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Tabaccai Roma giochi

ROMA - Sono quasi 10mila i tabaccai che questa mattina hanno pacificamente invaso il piazzale di fronte alla Bocca della Verità a Roma, armati di fischietti, bandiere e striscioni. Alla manifestazione organizzata dalla Federazione Italiana Tabaccai sono venuti da tutta Italia per far sentire da più vicino al Governo la loro voce di protesta. Tra le ragioni della manifestazione anche la politica restrittiva adottata nei confronti del settore gioco, di cui tabaccai si dichiarano "presidio di legalità". «Siamo un elemento essenziale nella lotta al gioco patologico e alla criminalità, e siamo stati tra i primi a volere una razionalizzazione dell'offerta, ma così noi chiudiamo», spiega dal palco il presidente della FIT Giovanni Risso, assieme al Presidente STS Giorgio Pastorino che gli fa poi eco: «Le tabaccherie sono la più grande rete di concessionari sul territorio nazionale, non conosciamo festività e ponti ed è giunto il momento che lo stato ci porti rispetto». Rispetto è anche la parola gridata in coro da sotto al palco. Poi Risso punta il dito contro i continui prelievi dal gioco e dai compensi destinati ai tabaccai. «Hanno fatto salire la fiscalità alle stelle. In sei mesi i prelievi sul gioco sono entrati nel decreto Dignità, nella legge di bilancio e in quella sul reddito di cittadinanza. Nessun comparto puó resistere a un salasso del genere - prosegue Risso - Ci accusano di togliere risorse all'economia reale, ma siamo noi l'economia reale, con le nostre attività e le nostre famiglie. Distanziometri e orari impossibili sono il volto nuovo del proibizionismo, in nome di un'emergenza sanitaria non confermata dai numeri. Lo smantellamento della rete legale non farà altro che spostare la domanda sui circuiti illegali. Siamo pronti a fare la nostra parte per la lotta al gioco patologico, ma non vogliamo essere vittima della demagogia». Infine l'appello unanime al Governo proveniente da tutti i rappresentanti del settore intervenuti sul palco, un incontro per spiegare alla politica le loro ragioni e preoccupazioni.

AG/Agipro

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