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Ultimo aggiornamento il 28/09/2022 alle ore 08:49

Attualità e Politica

07/04/2022 | 10:47

Tassa 500 milioni in Corte di Giustizia, le conclusioni dell'avvocato generale Ue: norma in linea con i principi europei se introdotta per motivi di interesse generale

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Tassa 500 milioni in Corte di Giustizia le conclusioni dell'avvocato generale Ue: norma in linea con i principi europei se introdotta per motivi di interesse generale

ROMA - La tassa da 500 milioni introdotta nel 2015 dal Governo Renzi per i concessionari di slot e videolottery non è contraria, «in linea di principio», alla tutela del legittimo affidamento. Così l'avvocato generale della Corte Ue, Athanasios Rantos, nelle conclusioni sulla causa relativa all'extra addizionale introdotta dalla legge di stabilità e abrogata l'anno successivo. L'avvocato generale ha il compito di presentare pubblicamente con imparzialità e in piena indipendenza conclusioni motivate sui casi che devono essere decisi dalla Corte. Le conclusioni, in ogni caso, non sono vincolanti per i giudici. Secondo l'avvocato, «spetta al giudice del rinvio verificare, nell’ambito di una valutazione concreta dell’insieme delle circostanze pertinenti, se tale principio sia stato rispettato». Gli obiettivi sostenuti dal governo italiano - ridurre la redditività per contrastare l'illegalità e proteggere le fasce più deboli della popolazione dai rischi di gioco patologico - «sembrano a prima vista idonei a costituire motivi imperativi di interesse generale tali da giustificare una restrizione della libertà di stabilimento o della libera prestazione dei servizi». Al Consiglio di Stato, che ha rinviato la causa dei concessionari alla Corte Ue, spetterà poi «identificare gli obiettivi effettivamente perseguiti dalla normativa italiana». I giudici italiani dovranno inoltre «verificare il carattere proporzionato delle restrizioni» e accertare se la norma «sia necessaria per raggiungere gli obiettivi evocati dal governo italiano». Dopo le conclusioni di oggi, toccherà ora ai giudici comunitari emettere la sentenza sul caso, attesa nei prossimi mesi. In base alla risposta della Corte, il Consiglio di Stato prenderà poi la sua decisione definitiva, che spetta sempre ai giudici nazionali.
LL/Agipro

Foto credits Gwenael Piaser/Flickr CC BY-NC-SA 2.0

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