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Ultimo aggiornamento il 25/09/2022 alle ore 17:30

Attualità e Politica

22/09/2022 | 13:58

Tassa 500 milioni: dal Tar alla Corte di Giustizia Europea, il lungo contenzioso contro l'extra addizionale

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Tassa 500 milioni: dal Tar alla Corte di Giustizia Europea il lungo contenzioso contro l'extra addizionale

ROMA - La tassa da 500 milioni di euro venne introdotta con la Legge di Stabilità 2015: i concessionari degli apparecchi da gioco avrebbero dovuto versare 500 milioni di euro all'anno per tre anni, ma redistribuendo il costo dell'extra addizionale sull'intera filiera (che include anche le società di noleggio degli apparecchi e gli esercenti). La norma venne subito impugnata dai concessionari - prima al Tar Lazio e poi al Consiglio di Stato - perché di fatto impossibilitati a incassare le somme da gestori ed esercenti. L'anno successivo, la tassa venne di fatto abrogata e sostituita da un incremento del Preu sugli apparecchi; un intervento che portò la Corte Costituzionale - pure chiamata in causa - a rinviare nuovamente gli atti al Tar visto lo "ius superveniens" che aveva cancellato l'addizionale.
Dopo la bocciatura in primo grado, i ricorsi presentati dai concessionari vennero rinviati dal Consiglio di Stato alla Corte di Giustizia Europea, alla quale venne chiesto se la norma che riduceva i compensi solo agli operatori degli apparecchi fosse compatibile col diritto UE e se fosse legittimo ridurre questi compensi a concessione già "in corso".
RED/Agipro

Foto credits Brian Turner CC BY 2.0

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