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Attualità e Politica

02/12/2021 | 10:23

Terni, Adm chiude per 15 giorni una sala scommesse: due minori scoperti a giocare, sanzione di oltre 6mila euro per il titolare

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Terni Adm chiude per 15 giorni una sala scommesse: due minori scoperti a giocare sanzione di oltre 6mila euro per il titolare

ROMA - I funzionari Adm di Terni insieme ai Carabinieri hanno chiuso una sala scommesse dove lo scorso agosto erano stati individuati quattro minori intenti a “studiare” le possibili giocate da effettuare. È quanto si legge in una nota dell'Agenzia Dogane e Monopoli.
Il Direttore Adm per l’Umbria ha disposto, sulla base dell’istruttoria e del verbale di contestazione amministrativa, la chiusura della sala scommesse per 15 giorni (dal 1 al 15 dicembre 2021) informando del provvedimento la Polizia Locale del Comune di Terni che vigilerà sulla corretta esecuzione.
La Legge n° 188/2012 vieta infatti l’ingresso ai minori di anni 18 nelle «aree destinate al gioco con vincite in denaro» prevedendo l’obbligo nei confronti del titolare dell’esercizio commerciale di identificare «i minori di età mediante richiesta di esibizione di un documento di identità».
La Determina di chiusura affissa stamani sulla serranda del locale segue la sanzione di 6.600 euro elevata dai Carabinieri nei confronti della titolare della sala scommesse.
A ridosso dell’ultimo Ferragosto, una mamma si era rivolta ai Carabinieri per denunciare che il proprio figlio minorenne, insieme ad altri ragazzini, aveva cominciato a frequentare assiduamente soprattutto nelle ore pomeridiane il centro scommesse spendendo non solo i soldi di cui via via disponeva, ma reiterando ai genitori continue richieste di somme di denaro.

La segnalazione era stata immediatamente raccolta dai militari del locale Comando Compagnia, i quali, al termine di specifiche attività di monitoraggio su diverse sale cittadine, avevano individuato i quattro minorenni all’interno del locale del centro su un totale di cinque avventori.
Situazione che Adm ha considerato di «particolare gravità e tale da rendere inverosimile qualsiasi motivazione relativa alla difficoltà del preventivo accertamento dell’età», dei minori.
RED/Agipro

 

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