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Ultimo aggiornamento il 16/12/2018 alle ore 11:00

Attualità e Politica

27/07/2018 | 10:16

Trento, Consiglio Provinciale fa slittare al 2022 legge sul gioco

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Trento slot

ROMA - Slitta di due anni l’entrata in vigore della legge sul gioco della Provincia di Trento, che prevede un distanziometro di 300 metri da luoghi sensibili per l’installazione di slot e Vlt in sale dedicate: è quanto stabilisce un emendamento all’assestamento di Bilancio, approvato ieri in Consiglio Provinciale. Nel testo era previsto che le macchine venissero rimosse entro il 12 agosto 2020, il termine passa, ora, al 2022. «Questa proroga della scadenza concede altri due anni alle imprese per potersi adeguare alla normativa - si legge in una nota del Milton Friedman Institute - ma con più probabilità consentirà nella prossima legislatura al Consiglio provinciale di presentare una nuova proposta di legge che tenga conto delle osservazioni degli esperti, di Asl e Azienda sanitaria trentine che hanno ribadito anche negli scorsi mesi quanto il proibizionismo sia nocivo anche per i giocatori d'azzardo patologici»

«L'approvazione di questa proroga è un atto politico importante, un punto da cui partire, forse l'unico atto politico rilevante contro il proibizionismo sul gioco lecito in un periodo in cui il populismo e le scelte più facili e dannose vanno per la maggiore». Adesso si spera che «nei prossimi due anni la proroga si possa estendere a tutte le attività che offrono il gioco lecito, così che vi sia il tempo per una nuova legge organica locale o ancora meglio di carattere nazionale - si legge ancora nella nota - senza che nel frattempo queste vengano colpite dal divieto nel 2020, pensiamo in particolare alle tabaccherie che riteniamo debbano essere considerate luoghi dedicati al gioco da tutelare, in considerazione anche del fatto che sono concessionari di Stato e che il 50% dei loro introiti dipende proprio dal gioco lecito. Intanto auspichiamo con forza che quante più regioni italiane possano seguire l'esempio trentino e prendersi più tempo per approfondire il tema senza nel frattempo uccidere l'offerta legale di gioco pubblico, operando quel proibizionismo che non fa che incentivare di conseguenza quella offerta irregolare, criminalità e gioco patologico».

RED/Agipro

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