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Ultimo aggiornamento il 19/12/2018 alle ore 09:30

Attualità e Politica

18/04/2018 | 18:18

Giochi e scommesse: nasce in Puglia A.gi.re, nuova associazione di esercenti

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ROMA - Nasce A.gi.re., che sta per “Associazione Gioco e Scommesse Rete Esercenti” con l'obiettivo di tutelare gli interessi di migliaia di piccole aziende del settore dei giochi pubblici. Si tratta, si legge in una nota dell’Associazione, di aziende gestite spesso «da giovani e che danno lavoro a centinaia di migliaia di ragazzi sul territorio nazionale».  Un progetto che «nasce dall’esigenza di tutelare quello che oggi rappresenta l’anello debole di una catena che porta nelle casse erariali miliardi di euro ma che al tempo stesso subisce un costante e continuo attacco mediatico. – spiega Angelo Basta, gestore e presidente dell’Associazione - Gli esercizi che offrono gioco vengono spesso descritti come causa di tutti i mali, tanto che si arriva a regolamenti regionali e comunali che mirano ad estromettere queste aziende dal territorio».
«Nell'immaginario collettivo il mondo dei giochi è una gallina dalle uova d’oro, ma la realtà è complessa e ben diversa e molte aziende faticano ad arrivare a fine mese. – spiega ancora Basta - E' uno spaccato che merita di essere rappresentato. Gli esercizi autorizzati alla raccolta di gioco pubblico sono un presidio di legalità sul territorio e questo è un dato che non può essere trascurato. Alle regioni e agli enti locali, che hanno adottato il distanziometro e i limiti orari, l'Associazione si rivolge con spirito collaborativo auspicando un confronto utile e responsabile». L’Associazione vuole, dunque, avviare «un dialogo costruttivo con le istituzioni nazionali e locali, al fine di poter contribuire a soluzioni che tengano conto anche degli interessi e del ruolo delle imprese autorizzate, partendo dai dati tecnici e scientifici. La salute pubblica prima di tutto», si legge ancora nella nota. «Una volta conclusa l'attuale fase di transizione – conclude Basta - al Governo chiediamo una presa di posizione chiara e decisa. Se il gioco è o può essere uno svago pericoloso, che venga disciplinato con cognizione di causa, senza fare di tutta l'erba un fascio. Si analizzino i rischi connessi a ciascun gioco nessuno escluso e si adottino le misure conseguenti. Non sono più accettabili attacchi quotidiani: non si possono considerare i lavoratori del settore come unici responsabili del serio problema della dipendenza da gioco». RED/Agipro

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