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Ultimo aggiornamento il 18/04/2019 alle ore 21:20

Attualità e Politica

03/04/2019 | 15:00

Distanziometro a Bolzano, Iaccarino (Astro): "Consiglio di Stato contraddittorio: contro l'eccesso di gioco serve tecnologia, non ghettizzazione"

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astro consiglio di stato bolzano

ROMA - La decisione del Consiglio di Stato sul "distanziometro" previsto dalla legge di Bolzano anti ludopatia presenta «alcune contraddizioni» che di fatto non risolvono il problema dell'eccesso di gioco. È quanto scrive in una nota Armando Iaccarino, presidente Centro Studi dell'associazione astro. Nell'ultima sentenza di Palazzo Spada, che ha respinto il ricorso di un esercente di Brunico, è stato escluso l'effetto espulsivo delle distanza minime (almeno 300 metri) previste tra sale giochi, apparecchi e luoghi sensibili. Una simile interpretazione, scrive Iaccarino, non tiene conto «degli effetti connessi all’alterazione dei normali parametri di riferimento di qualsiasi attività economica, sia sotto il profilo dei costi, che della programmazione di qualsivoglia attività». Il Consiglio di Stato, anzi, arriva alla conclusione della «sostanziale indifferenza» sulla raccolta e sui ricavi dopo la ricollocazione delle sale da gioco nelle aree disponibili, affermando che la "fidelizzazione" dei giocatori problematici (propensi a spostarsi in zone più lontane dal centro) e la specializzazione dell'offerta su questo tipo di clientela rende l'offerta «più redditizia per le imprese». Tali considerazioni, spiega Iaccarino «costituiscono il presupposto di una politica basata sulla “ghettizzazione della domanda e dell’offerta di gioco”, che non solo non danneggerebbe gli imprenditori del settore ma li indirizzerebbe verso una più redditizia attività economica, basata sulla selezione di una clientela “problematica"». Un approccio sensato sarebbe invece quello di agire sì «sulla localizzazione degli esercizi, ma anche e soprattutto sulla tecnologia per la realizzazione di un prodotto che restituisca al gioco la sua principale dimensione di intrattenimento». Da questo punto di vista «gli operatori del settore sono pronti, i primi prototipi sono stati realizzati, ma la politica ha tempi diversi. Se si fosse già intervenuto - conclude Iaccarino - oggi forse lo scenario sarebbe già un altro e qualche risultato sarebbe già stato ottenuto».  RED/Agipro

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