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Ultimo aggiornamento il 18/04/2019 alle ore 21:20

Attualità e Politica

19/03/2019 | 15:10

Operazione “Carminius”, Astro: "Norme su distanze e limiti orari avvantaggiano la rete di apparecchi illegali"

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ROMA - La rete di apparecchi fuorilegge portata alla luce in Piemonte dall'inchiesta "Carminius" non ha niente ha che fare con le slot legali che sono sottoposte alle norme su distanze e limiti orari. È quanto sottolinea in una nota l'associazione Astro sull’operazione portata a termine ieri dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino, da cui è emerso il legame tra cosche della ‘ndrangheta e il business del gioco illegale. «Per l’ennesima volta ci vediamo costretti a fare alcune precisazioni - scrive l'associazione di gestori slot -  Premesso che non siamo a conoscenza degli atti dell’inchiesta, ci sembra di cogliere che il messaggio veicolato dalla stampa sia quello secondo cui le cosche coinvolte agivano, attraverso atti criminali, per contrastare le normative, regionale e comunali, che hanno introdotto limiti e restrizioni al gioco legale». Tale messaggio, secondo Astro, è «in palese contraddizione con quanto emerge dagli stessi articoli nei quali si legge che l’operazione ha portato al sequestro di numerosi apparecchi illegali (i cosiddetti totem, ndr) – gestiti da tali organizzazioni - funzionanti da remoto con la possibilità di giocare su piattaforme estere non tracciate dai Monopoli».
Si tratta quindi «di apparecchi illegali che, in quanto tali, non soggiacciono alle normative regionali e comunali riguardanti le distanze e gli orari e dalle quali traggono anzi vantaggio, potendo occupare gli spazi lasciati vuoti dagli apparecchi legali che vengono spenti proprio in applicazione di tali normative», conclude Astro. RED/Agipro


 
 
 

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