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Ultimo aggiornamento il 23/01/2020 alle ore 20:51

Attualità e Politica

06/12/2019 | 18:52

Giochi, Avviso Pubblico: “L'accordo Stato-Regioni del 2017 va ripreso, aggiornato e migliorato”

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ROMA - «Auspichiamo che l'accordo raggiunto oltre due anni fa in Conferenza Unificata Stato-Regioni venga ripreso, aggiornato, migliorato e, se possibile, ampliato». Ad invocare l'applicazione dell'intesa del 2017 sul riordino dei giochi, a lungo messa in un angolo e ultimamente tornata di moda, è Avviso Pubblico, rete di amministratori in favore della legalità. Nell'accordo firmato due anni fa veniva affrontato anche il problema dei limiti orari. Nel merito, Avviso Pubblico esprime perplessità sull'azione di molti enti locali e ricorda che l'intesa «prevede che i Comuni possano limitare il gioco per un massimo di sei ore (a fronte di 18 ore di apertura). Una recente sentenza del TAR Lazio - in contrapposizione alla giurisprudenza amministrativa maggioritaria - ha stabilito la valenza di “norma di indirizzo” degli orari di funzionamento degli apparecchi da gioco stabiliti dall'Intesa. Tale sentenza è stata recentemente ripresa dal Ministero dell'Interno in una circolare inviata alle Prefetture e alle Questure del Paese». L'Intesa in questa circolare, ricorda Avviso Pubblico, «viene indicata come norma di indirizzo per l'azione degli Enti locali, costituendo un parametro di legittimità dei provvedimenti adottati. È chiaro come tale “indirizzo” del Viminale, seppur non vincolante, possa creare smarrimento sui territori, considerando che la quasi totalità delle ordinanze oggi applicate dagli Enti locali prevede una fascia oraria di limitazione del gioco superiore alle sei ore indicate dall'Intesa».

Altro fronte delicato è quello delle normative regionali: «È fortissima – dice Avviso Pubblico - la pressione che viene esercitata sulle Giunte e i Consigli allo scopo di indirizzare le scelte politiche verso soluzioni “al ribasso”, agitando l'arma della perdita dei posti di lavoro. Un tema reale, quello dell'impiego nel settore, che tuttavia deve misurarsi necessariamente con il diritto alla salute dei cittadini sancito dalla Costituzione». Infine, sulla manovra: «Preoccupa l'articolo 92 della Legge di Bilancio che prevede un incremento del 2% delle licenze per VLT, che determinerebbe un aumento dell'offerta portando il numero delle licenze a 58mila». 

RED/Agipro

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