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Ultimo aggiornamento il 20/07/2018 alle ore 18:24

Attualità e Politica

23/01/2018 | 11:37

Giochi, Baretta (Mef): «Decreto applicativo in ritardo a causa della legge piemontese. Serve una normativa unitaria nazionale»

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baretta giochi regioni governo

ROMA - "Per un periodo c'è stato un eccesso di offerta di gioco", in seguito al quale "è subentrato un approccio proibizionista" che però "ci allontana dalla gestione intelligente del problema: l'obiettivo culturale del Governo, negli ultimi anni, è stato quello di riportare il gioco a una condizione normale della vita. È un percorso lungo, che non si conclude in due o tre anni". Lo ha ricordato il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta nel corso della presentazione del libro 'Il senso del gioco' al Senato. "C'è stato un momento in cui, per varie ragioni, il tema del gioco non era affrontato in maniera così complessa come gli ultimi anni" e in cui  "non si è pensato alle conseguenze di un'espansione eccessiva dell'offerta: ecco perché sono intervenute le amministrazioni locali, nel tentativo di arginare" il problema del gioco patologico. Le iniziative delle Regioni hanno portato però a far prevalere una linea - che è diventata quella di riferimento - relativa alle distanze dai luoghi sensibili: sono arrivato alla conclusione che questa era una via facile per affrontare un tema molto complesso, che semplicemente 'sposta' il problema" e "che crea un fenomeno di 'nomadismo' del gioco. Ci siamo quindi orientati verso un'altra direzione, quella della riduzione del 35% dell'offerta di gioco tramite apparecchi: entro aprile si completerà questo percorso, ma non c'è dubbio che siamo solo all'inizio. Ad esempio, dobbiamo occuparci dell'online e, in generale, di tutti gli altri giochi, con un approccio condiviso", ha spiegato.

Per farlo, serve la collaborazione di altri soggetti, come gli operatori, ma potrebbe essere utile anche "una sorta di 'cabina di regia' sul tema. Inoltre bisognerebbe risolvere la questione con gli enti locali, che non si è risolta con l'accordo siglato lo scorso settembre. "In tema di offerta di gioco, di orari e di eventuali distanze, l'obiettivo di fondo è di avere una normativa unitaria nazionale", ha ribadito. "Siamo in ritardo sul decreto che applica l'accordo a causa di una legge regionale, quella del Piemonte, che è entrata in vigore subito dopo l'intesa", mentre sono in dirittura d'arrivo i decreti sul contingentamento e sulle slot da remoto. "La riforma è solida ma una sola legislatura non basta".

MSC/Agipro

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