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Ultimo aggiornamento il 25/08/2019 alle ore 10:32

Attualità e Politica

02/08/2019 | 11:01

Basilicata, sale il dibattito sulla modifica della legge. Per Cusato (Famiglie fuori gioco) “anche il gioco lecito può portare risultati negativi”

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basilicata ludopatia legge

ROMA - «La ludopatia è inserita nei livelli essenziali di assistenza e tutto ciò che può essere di contrasto a questa dipendenza va bene. Per questo, non dovrebbe essere modificata, così come chiesto dalle associazioni di categoria degli imprenditori attivi nella filiera del gioco di Stato, le legge regionale che determina distanze minime dai punti sensibili per l'apertura di tali attività». Lo ha detto ieri Michele Cusato, presidente di “Famiglie fuori gioco”, nel corso della seduta della quarta Commissione (Politiche sociali) del Consiglio regionale di Basilicata. Il dibattito sulla legge regionale lucana sta diventando caldo: nel prossimo ottobre è prevista la cessazione degli esercizi esistenti non in regola con il distanziometro. La norma impone il rispetto di una distanza di 500 metri da scuole, luoghi di culto, oratori, impianti sportivi, centri sociali e giovanili, strutture sanitarie. I Comuni possono individuare altri luoghi sensibili, tenuto conto dell'impatto sul contesto e la sicurezza urbana, così come dei problemi connessi alla viabilità, all'inquinamento acustico e al disturbo della quiete pubblica. «Anche il gioco lecito, seppure in minima parte, può portare a risultati negativi», ha concluso Cusato, che ha anche chiesto il ripristino dell'Osservatorio sulla dipendenza dal gioco d'azzardo. 

RED/Agipro

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