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Ultimo aggiornamento il 24/02/2018 alle ore 20:35

Attualità e Politica

18/01/2018 | 10:19

Giochi e minori, Bienkowska (UE): «Acquisto di moneta virtuale online, decisione spetta a Stati membri»

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ROMA - «Non esiste una normativa sul gioco d'azzardo dell'UE specifica» per l’acquisto di moneta virtuale su Internet, e sul tema «gli Stati membri sono liberi di regolamentare le attività di gioco, purché siano in linea con le norme sul mercato interno stabilite dal trattato e interpretate dalla Corte di giustizia dell'UE». È la risposta del Commissario europeo per il mercato interno, Elzbieta Bienkowska, all’interrogazione presentata dall’europarlamentare Christel Schaldemose (S&D), relativa all’acquisto di valuta virtuale sul web da parte dei giovani per i giochi online. «La Commissione, nella sua raccomandazione sui principi per la tutela dei consumatori e dei giocatori dei servizi di gioco d'azzardo online e per la prevenzione dei minori dal gioco sul web, invita gli Stati membri ad adottare determinate misure in materia di protezione dei minori, come i controlli di verifica dell'età, e assicurarsi che la pubblicità del gioco d'azzardo online non danneggi i minori», si legge nella risposta. «Le autorità nazionali preposte alla tutela della rete di cooperazione per la tutela dei consumatori hanno intrapreso un'azione congiunta nel 2014 per garantire protezione nel campo delle app di giochi online per bambini. Ai principali attori del settore è stato chiesto di garantire che i giochi non contengano esortazioni dirette ai bambini per acquistare oggetti o che spingano un adulto a comprare oggetti per loro e che i consumatori siano adeguatamente informati sulle modalità di pagamento». Infine, conclude la Bienkowska, «la direttiva sulle pratiche commerciali sleali vieta pratiche commerciali contrarie ai requisiti di diligenza professionale o che rischia di falsare materialmente il comportamento economico di un consumatore medio. La direttiva stabilisce inoltre che, laddove tali pratiche commerciali riguardano determinati gruppi di consumatori vulnerabili identificabili, ad esempio a causa della loro età, questi dovrebbero essere valutati dal punto di vista del membro medio di quel gruppo». LL/Agipro

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