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Ultimo aggiornamento il 12/07/2020 alle ore 17:28

Attualità e Politica

16/06/2020 | 20:05

Bingo nel Lazio, Marcotti (Federbingo): “Limite di permanenza dei clienti nelle sale un esercizio di fantasia”

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ROMA - “La proposta di imporre alle sale Bingo un limite temporale di stazionamento è il frutto di un esercizio di fantasia, non ricevibile”. E’ il commento di Italo Marcotti, presidente di Federbingo, alla notizia dell’incontro tra lavoratori occupati nelle sale Bingo e tecnici della regione Lazio. La sola ipotesi di un limite orario nella permanenza dei clienti non piace a Marcotti. “Siamo felici che la politica prenda consapevolezza del peso occupazionale del settore. Nel contempo siamo molto preoccupati perché il tema dello stazionamento all’interno delle nostre sale non può e non deve essere un problema: sia il Comitato Tecnico Scientifico che il Dipartimento per gli Affari Regionali hanno determinato il perimetro all’interno del quale le nostre sale possono operare in piena sicurezza”. Le sale, prosegue il presidente di Federbingo, “in funzione del protocollo sanitario sottoscritto con le rappresentanze sindacali di settore di Cgil, Cisl e Uil sono dotate di impianti di areazione rispondenti ai più elevati standard tecnici ed adeguati all’emergenza sanitaria e di tutti gli accorgimenti necessari ad azzerare il rischio di contagio. Vivere un’esperienza di gioco in una sala Bingo non ha nulla di diverso da frequentare un ristorante o un fast food, locali in cui non ci risulta applicato alcun limite temporale di stazionamento. Va inoltre aggiunto che alcune modalità di gioco a premio accumulato sono incompatibili con il suggerito limite di 30 minuti di stazionamento il quale potrebbe creare contenziosi con i clienti e problemi di ordine pubblico. Riteniamo la proposta di imporre alle sale Bingo un limite temporale di stazionamento il frutto di un esercizio di fantasia, non ricevibile. È giusto che le attività di gioco pubblico riaprano al più presto nel Lazio perché rese idonee dagli organismi competenti. Ritardare l’apertura della rete di gioco legale equivale a limitare il presidio dello Stato e quindi favorire l’attività malavitosa, oltre che danneggiare le aziende, i lavoratori e l’erario”, conclude.

RED/Agipro

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