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Attualità e Politica

26/01/2018 | 15:22

Criptovalute e gaming, Di Giorgio (Luiss): «Giocare in Bitcoin è una doppia scommessa»

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bitcoin giochi di giorgio luiss riciclaggio

ROMA - Il mondo dei giochi si muove con crescente convinzione sul fronte delle criptovalute. È trapelata di recente l'intenzione del bookmaker internazionale Cashbet di lanciare una moneta virtuale da spendere esclusivamente su una piattaforma di gioco. Obiettivo futuribile, legato per ora a un'ipotesi di raccolta fondi, ma intanto passi importanti nel mondo del gaming sono stati già fatti e alcuni grandi operatori hanno inserito i Bitcoin (la criptovaluta largamente più diffusa) tra i sistemi di pagamento. 

«Credo che le transazioni in Bitcoin e simili rappresentino un'opzione praticabile nel mondo dei giochi, anche da un punto di vista concettuale – spiega Giorgio Di Giorgio, Professore di Teoria e Politica Monetaria della Luiss e direttore del centro Arcelli per gli studi monetari e finanziari – Coloro che amano il gioco, così come gli operatori che lo raccolgono, hanno una certa predisposizione a scommettere. E allora, giocare in criptovaluta diventa una scommessa duplice: sia sull'esito della giocata, sia sul valore del mezzo di pagamento, che di lì a poco potrebbe cambiare sensibilmente». 

In effetti, proprio l'estrema volubilità ha caratterizzato finora la vita delle valute virtuali. In queste fluttuazioni si può ravvedere qualche logica o siamo alla giungla finanziaria? «Non drammatizzerei, siamo semplicemente di fronte a uno strumento innovativo che, a differenza dei mezzi di pagamento accettati su larga scala, non ha ancora una sua stabilità. Pesa anche la sensazione generale che si tratti in buona parte di pagamenti, se non illegali, sicuramente ai bordi della legalità».

 Il “lato oscuro” dei Bitcoin, in effetti, è un tema largamente dibattuto. Il professore invita a non esagerare: «Una certa dose di scetticismo e di timore può essere alimentata dalla percezione che con i bitcoin, che garantiscono l'anonimato, vengano regolate transazioni non legali. Dobbiamo però anche dire che alla base della criptovaluta c'è una tecnologia sofisticata che consente di recuperare, se necessario, tutta la storia della transazione, registrata da diversi terminali».

Quanto al futuro, «non credo che il Bitcoin diventerà uno strumento di pagamento in grado di sfidare monete sovrane come dollaro, euro e yen – dice Di Giorgio - ma la tecnologia utilizzata dalle criptovalute potrebbe essere di qui a qualche tempo utilizzata dalle banche centrali per avere una moneta elettronica ufficiale. A quel punto, i Bitcoin acquisirebbero una autorevolezza che adesso non hanno».

Intanto, c'è chi li considera un investimento formidabile e chi ne mette in evidenza l'alto tasso di rischio: «Mi sembra – conclude il professore – che i rischi siano analoghi a quelli di altri potenziali investimenti. La storia recente fa capire che con i Bitcoin si possono avere grandi guadagni ma anche grandi perdite. Non avendo dietro un autorità e dei fondamentali controllabili, questa valuta è soggetta a ostacoli e divieti che la rendono volatile. Se nei suoi confronti continuerà a regnare un clima di scetticismo, potranno ancora verificarsi ondate di euforia, seguite da riflussi di disillusione».

 

MF/Agipro

 

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